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Dalla gogna sui social al pestaggio filmato: cinque ragazzini indagati

L’accusa è di stalking

Ina rete di insulti, umiliazioni sui social e una violenza fisica ripresa con il cellulare e rilanciata online. È il quadro ricostruito dalla Squadra Mobile della Questura di Arezzo, che ha concluso le indagini su una vicenda di bullismo e cyberbullismo sfociata in un episodio di aggressione ai danni di un adolescente. Cinque minori, tra i 15 e i 17 anni, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di atti persecutori in concorso.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze guidata dalla procuratrice Roberta Pieri, ha preso avvio nel dicembre 2025 dopo la denuncia presentata dalla madre della vittima negli uffici della Questura di Arezzo. La donna ha segnalato mesi di vessazioni subite dal figlio, tra scuola e social network, culminate in una spirale di isolamento e disagio psicologico.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe messo in atto una campagna persecutoria sistematica fatta di insulti, minacce e false accuse diffuse soprattutto su Instagram e su gruppi WhatsApp. Contenuti che avrebbero innescato una catena di ulteriori offese da parte di altri utenti, aggravando l’esposizione pubblica e la sofferenza della vittima.

Il livello di escalation si sarebbe poi tradotto in un’aggressione fisica avvenuta nel novembre 2025 nel centro storico di Arezzo: il ragazzo sarebbe stato accerchiato e colpito con calci e pugni. La scena è stata ripresa con un telefono cellulare da uno degli indagati e successivamente pubblicata sui social, amplificando la dimensione di umiliazione e violenza.

Un passaggio decisivo per le indagini è arrivato grazie alla piattaforma YouPol: la madre della vittima ha infatti recuperato il video e lo ha caricato sulla piattaforma di segnalazione, consentendo agli investigatori di acquisire tempestivamente una prova ritenuta determinante prima della sua rimozione.

Gli approfondimenti della Squadra Mobile della Questura di Arezzo, insieme all’audizione di testimoni e conoscenti, hanno poi consolidato il quadro accusatorio. Ulteriori elementi sono stati acquisiti anche attraverso perquisizioni domiciliari e il sequestro dei dispositivi informatici dei minorenni coinvolti, disposti nel dicembre 2025 dalla Procura minorile fiorentina.

Dopo gli interrogatori, l’autorità giudiziaria ha quindi disposto la chiusura delle indagini preliminari, ritenendo delineate le responsabilità dei cinque indagati per atti persecutori connessi a condotte di bullismo e cyberbullismo.

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati in queste ore dalla Squadra Mobile di Arezzo, segnando l’ultimo passaggio di una vicenda che riporta al centro il tema della violenza tra adolescenti e del ruolo sempre più decisivo degli strumenti digitali nella raccolta delle prove.