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Maxi blitz della Finanza: sequestrati 250 chili di tabacco e sei denunciati

Le attività erano monitorate da tempo

In questi giorni i militari del Gruppo di Lucca hanno portato a termine una serie di controlli mirati nei confronti di alcune rivendite di tabacchi, facendo emergere un sistema illecito basato su intestazioni fittizie delle licenze commerciali.

Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finite tre attività riconducibili a soggetti extracomunitari privi dei requisiti previsti dalla normativa per ottenere le autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Secondo quanto accertato dai finanzieri, il raggiro sarebbe stato realizzato attraverso la fittizia intestazione delle rivendite a cittadini italiani che, di fatto, non svolgevano alcuna attività all’interno degli esercizi commerciali, ma risultavano titolari soltanto per consentire il rilascio delle licenze.

La normativa vigente, infatti, stabilisce requisiti ben precisi per l’apertura di tabaccherie e per la vendita di prodotti del Monopolio di Stato. In particolare, la legge 1293 del 1957 e i successivi decreti attuativi prevedono, tra le condizioni essenziali, il possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea.

Nel corso di tre distinti interventi, eseguiti contemporaneamente, i finanzieri hanno sequestrato oltre 250 chilogrammi di tabacchi lavorati e denunciato a piede libero sei persone, segnalate alla Procura della Repubblica di Lucca per violazione dell’articolo 40-quinquies del Decreto Legislativo 504/95, relativo alla vendita di tabacchi lavorati senza autorizzazione.

Le attività finite sotto la lente della Guardia di Finanza erano monitorate da tempo anche in seguito a diverse segnalazioni arrivate da cittadini, insospettiti dalla presenza ritenuta anomala di soggetti extracomunitari all’interno delle rivendite di generi del Monopolio di Stato.

Gli esercizi commerciali saranno inoltre segnalati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per gli ulteriori provvedimenti amministrativi di competenza. Le violazioni contestate potrebbero comportare non soltanto la sospensione, ma anche la revoca delle licenze e delle attività coinvolte.

La Guardia di Finanza conferma così il proprio impegno nel contrasto all’illegalità economica e nella difesa del mercato legale, a tutela dei consumatori e degli operatori onesti.