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Maxi sequestro di gasolio: bloccati 105mila litri di carburante “irregolare”

Guardia di Finanza e Adm in azione nel senese

Oltre 105mila litri di gasolio sequestrati, tre attività finite nel mirino e ipotesi di reato che vanno dalla frode in commercio all’evasione delle accise. È il bilancio di una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Siena insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’ambito dei controlli sul commercio dei carburanti.

Le verifiche hanno interessato due depositi commerciali di oli minerali e un distributore stradale della provincia senese, individuati attraverso una mirata attività di analisi del rischio coordinata tra le Fiamme Gialle e l’Adm della Toscana e dell’Umbria.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici effettuati nei laboratori specializzati dell’Agenzia delle Dogane di Roma e Livorno, il carburante sequestrato sarebbe risultato non conforme alla normativa vigente sotto diversi aspetti. In un caso, il gasolio destinato all’autotrazione avrebbe contenuto una quantità d’acqua superiore ai limiti consentiti oltre a sostanze denaturanti incompatibili con l’uso stradale. In un altro deposito sarebbe stato trovato carburante agricolo con alterazioni nella percentuale di denaturazione, elemento che farebbe ipotizzare un utilizzo illecito di prodotto agevolato fiscalmente.

Nel terzo controllo, invece, il gasolio avrebbe presentato un punto di infiammabilità inferiore ai parametri di sicurezza previsti dalla legge. Un’anomalia considerata particolarmente pericolosa perché potrebbe compromettere lo stoccaggio e l’utilizzo del carburante, con potenziali rischi anche per gli automobilisti.

Alla luce degli elementi raccolti, gli investigatori hanno ipotizzato i reati di frode in commercio e sottrazione al pagamento delle accise. I sequestri, eseguiti nei confronti dei titolari delle aziende coinvolte, sono stati successivamente convalidati dalla Procura della Repubblica di Siena.

L’operazione ha impedito che il carburante finisse sul mercato, evitando possibili danni ai motori dei veicoli e garantendo, secondo gli investigatori, la tutela dei consumatori e degli operatori economici che rispettano le regole.

Un intervento che si inserisce nel più ampio contrasto al traffico e alla commercializzazione di prodotti energetici irregolari, un settore dove gli interessi economici sono enormi e dove le frodi fiscali rischiano di alterare pesantemente la concorrenza e la sicurezza del mercato.