L'orrore in cella
|Torture e violenze sessuali in carcere a Prato: tre casi choc
Rinviati a giudizio gli imputati, processi fissati per luglio
Torture, pestaggi sistematici e violenze sessuali tra detenuti all’interno della casa circondariale La Dogaia di Prato. È il quadro di “particolare rilevanza e gravità” delineato dalla Procura della Repubblica di Prato,
Secondo la ricostruzione dell’accusa, condivisa dal Gup che ha disposto il rinvio a giudizio, emergono tre distinti episodi avvenuti all’interno della struttura penitenziaria, nei quali alcuni detenuti avrebbero sottoposto altri ristretti a un clima di violenza sistematica, fatto di aggressioni fisiche, minacce e reiterate violenze sessuali.
Il primo caso riguarda un detenuto di 39 anni, di origine marocchina, accusato di aver sottoposto un compagno di cella italiano di 47 anni a un lungo periodo di violenze e umiliazioni. L’uomo, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato ripetutamente picchiato, minacciato e degradato, fino a subire ulteriori condotte di violenza sessuale imposte con forza. Le aggressioni avrebbero provocato lesioni fisiche giudicate guaribili in dieci giorni, oltre a un significativo trauma psicologico. Il processo è fissato per il 13 luglio 2026. Il secondo episodio vede imputati due detenuti, di 37 e 48 anni, accusati di aver agito in concorso ai danni di un altro ristretto, alla sua prima esperienza carceraria. Tra il 12 e il 14 gennaio 2020, all’interno della cella 111 della quinta sezione, la vittima sarebbe stata sottoposta a ripetute percosse, minacce e violenze, fino a essere costretta a subire atti sessuali. Nei giorni successivi le aggressioni sarebbero proseguite con ulteriori pestaggi e umiliazioni, provocando gravi lesioni fisiche, tra cui la frattura di una costola, oltre a un forte disagio psicologico protratto per mesi. Il dibattimento è in corso, con prossima udienza fissata al 10 luglio 2026. Il terzo procedimento riguarda un detenuto brasiliano di 33 anni, accusato di aver commesso più episodi di violenza sessuale ai danni del compagno di cella pachistano, anch’egli 33enne. Secondo l’impianto accusatorio, condiviso dal Gup le condotte sarebbero avvenute in due occasioni, caratterizzate da aggressioni, minacce gravi e coercizioni, con reiterati atti sessuali imposti alla vittima. Il processo inizierà il 23 ottobre 2026.
Determinante, in tutte le vicende, è stata la denuncia delle persone offese, che ha consentito l’avvio delle indagini e la ricostruzione dei fatti.


