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Uccise Flavia e nascose il corpo nella cisterna: condannato a 16 anni e 8 mesi

L’uomo confessò il delitto

Si chiude con una condanna a 16 anni e 8 mesi uno dei casi di cronaca nera che più avevano scosso il territorio pisano negli ultimi anni. Il Tribunale di Pisa ha inflitto la pena a Kristian Emanuele Nannetti, reo confesso dell’omicidio di Flavia Mello Agonigi, la donna di 54 anni trovata morta nell’ottobre del 2024 a Sant’Ermo, nel comune di Casciana Terme Lari.

La sentenza è arrivata con rito abbreviato. La Procura aveva chiesto una condanna a 20 anni di reclusione. Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento superiore ai 300mila euro a favore del compagno della vittima, che per primo aveva denunciato la sua scomparsa facendo partire le ricerche.

Il delitto aveva destato enorme impressione per le modalità con cui venne scoperto. Dopo giorni di silenzio e preoccupazione, di ricerche dopo la scomparsa da Pontedera, il corpo di Flavia fu rinvenuto nascosto all’interno di una cisterna in una proprietà riconducibile all’allora 34enne. Un ritrovamento che aprì immediatamente uno scenario agghiacciante e portò gli investigatori a stringere il cerchio attorno a Nannetti.  Nel corso delle indagini, l’uomo confessò il delitto sostenendo di aver reagito a un’aggressione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, però, la donna sarebbe stata colpita prima con una bottiglia e poi accoltellata. Un’escalation di violenza culminata con l’occultamento del cadavere.

Scomparsa da Pontedera trovata cadavere in una cisterna: confessa l’omicida

Durante il procedimento giudiziario, l’imputato è stato sottoposto anche a una perizia psichiatrica. Gli esperti hanno concluso che, al momento dell’omicidio, Nannetti fosse pienamente capace di intendere e di volere, escludendo dunque l’incapacità mentale.

La vicenda riportò alla memoria altri drammatici episodi di femminicidio avvenuti in Toscana, alimentando un forte dibattito sulla violenza contro le donne e sui rapporti segnati da fragilità e sopraffazione. A distanza di quasi due anni da quel delitto, la sentenza mette un primo punto giudiziario a una storia che aveva profondamente colpito la comunità di Casciana Terme e l’intera provincia di Pisa.