In pensione
|Doppio congedo in Questura: Lucca saluta due pilastri della Polizia
In Quiescenza Fabio Martinelli e Angelo Croci
Giornata dal forte valore simbolico alla Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Lucca, dove si chiude il percorso professionale di due figure storiche dell’ufficio: l’Ispettore Fabio Martinelli e il Sostituto Commissario Angelo Croci. Due carriere diverse, ma accomunate da una lunga militanza sul territorio e da un contributo costante all’attività investigativa e alla sicurezza pubblica.
Per Fabio Martinelli si tratta dell’ultimo giorno in servizio dopo anni trascorsi all’interno della Squadra Mobile, dove ha operato in prima linea nell’ambito della polizia giudiziaria. Un percorso segnato da una lunga serie di attività investigative che, nel tempo, hanno contribuito alla chiusura di numerosi procedimenti contro la criminalità locale.
Nel racconto dei colleghi, emerge la figura di un operatore instancabile, dotato di un forte intuito investigativo e di una professionalità costante, elementi che lo hanno reso un punto di riferimento stabile per l’ufficio di via Cavour. Accanto alle competenze tecniche, viene sottolineata anche una componente umana significativa, che ha favorito un rapporto equilibrato sia con i colleghi sia nella gestione delle indagini più complesse. Fino all’ultimo giorno, Martinelli ha continuato a condividere attività e dinamiche operative con la squadra, mantenendo intatto lo spirito di reparto.
Con il suo pensionamento, la Squadra Mobile perde una figura di consolidata esperienza, considerata preziosa per la continuità del lavoro investigativo.
Contestualmente si chiude anche la carriera del Sostituto Commissario Angelo Croci, che lascia il servizio dopo quarant’anni esatti di attività nella Polizia di Stato. Un percorso interamente sviluppato sul territorio, sempre a stretto contatto con le esigenze operative della sicurezza pubblica.
Nel corso della sua lunga carriera, Croci ha rappresentato per i colleghi un punto di riferimento stabile, sia sotto il profilo professionale che umano. All’interno della struttura, descritta spesso come una “seconda famiglia”, ha contribuito a consolidare un modello di lavoro improntato alla collaborazione e alla gestione equilibrata delle criticità quotidiane.
Apprezzato per uno stile operativo concreto e per la capacità di fare squadra, ha trasmesso nel tempo esperienza e metodo agli operatori più giovani, diventando una sorta di memoria storica dell’ufficio e un riferimento nella conoscenza del territorio.
Con il congedo di oggi, la Questura lucchese saluta due percorsi professionali distinti ma paralleli per dedizione e continuità, che lasciano un’eredità fatta di esperienza, servizio e presenza costante sul territorio.


