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Lutto all’Università di Pisa, è morto il professor Giovanni Moruzzi

Storico docente di Fisica

 Il mondo accademico pisano piange la scomparsa del professor Giovanni Moruzzi, storico docente di Fisica dell’Università di Pisa, spentosi l’11 luglio all’età di 81 anni. Ricercatore e insegnante stimato, ha dedicato l’intera carriera all’ateneo pisano, lasciando un segno profondo nella ricerca e nella formazione di generazioni di studenti.

Nato a Noceto, in provincia di Parma, il 14 marzo 1945, Moruzzi si era formato all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove aveva conseguito la laurea e il perfezionamento in Fisica. Dal 1983 era professore associato e aveva insegnato Fisica 2 (elettromagnetismo classico) e Algoritmi di Spettroscopia.

Nel corso della sua attività scientifica si era occupato di spettroscopia atomica e molecolare, dello sviluppo di sorgenti laser nel lontano infrarosso e di strumenti informatici innovativi per l’analisi degli spettri molecolari, contribuendo in modo significativo all’evoluzione della spettroscopia ad alta risoluzione. Aveva inoltre svolto attività di ricerca all’Università di Mainz grazie a una borsa della Fondazione Alexander von Humboldt.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dai colleghi che hanno condiviso con lui decenni di lavoro. Il professore emerito e Accademico dei Lincei Francesco Pegoraro lo ha ricordato come un amico di lunga data, conosciuto alla Scuola Normale negli anni Sessanta, sottolineandone la vastissima cultura, la passione per l’insegnamento e il rigore scientifico. Ha inoltre ricordato la lunga collaborazione nella realizzazione di testi universitari dedicati all’elettromagnetismo e le frequenti occasioni di incontro anche dopo il pensionamento.

Particolarmente toccante anche il ricordo del professor Andrea Macchi, che ha raccontato come Moruzzi fosse rimasto un punto di riferimento costante nella preparazione dei corsi e dei materiali didattici. «Gentiluomo d’altri tempi», lo ha definito, ricordandone la disponibilità, la precisione quasi maniacale nelle revisioni e la competenza anche nei più moderni strumenti informatici, da Python a Linux fino a LaTeX. L’ultima figura preparata da Moruzzi è stata inserita proprio nel più recente compito di Fisica 2, quasi un ultimo contributo destinato ai suoi studenti.

Anche Massimo Inguscio, già presidente del Cnr e Accademico dei Lincei, ha voluto rendergli omaggio ricordando i primi anni di collaborazione scientifica e definendolo uno dei protagonisti più eleganti e discreti della scuola pisana di fisica atomica. Ne ha evidenziato la generosità, l’umorismo raffinato e il forte legame con colleghi e amici, mantenuto fino agli ultimi anni.

Con la scomparsa del professor Giovanni Moruzzi, l’Università di Pisa perde uno studioso di grande valore e un docente che ha saputo coniugare rigore scientifico, passione per la ricerca e straordinarie qualità umane, lasciando un’eredità che continuerà a vivere nel lavoro dei suoi allievi e dei tanti colleghi che lo hanno conosciuto.