Al don Bosco
|Mesi di soprusi, minacce e botte: arrestato il marito di una donna incinta
Portato in carcere
PISA – Una richiesta di aiuto al 112 ha fatto scattare l’intervento della Polizia e permesso di interrompere una situazione di violenza che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe andata avanti per mesi. In carcere è finito un 37enne di origini pakistane, gravemente indiziato di maltrattamenti nei confronti della moglie, all’epoca dei fatti incinta.
L’allarme è partito dalla segnalazione di alcuni passanti, che avrebbero visto una donna in lacrime mentre veniva strattonata con violenza da un uomo. Gli agenti della Volante della Questura di Pisa sono arrivati sul posto e hanno prestato soccorso alla donna, accompagnandola successivamente al Pronto soccorso. È stato proprio durante gli accertamenti sanitari che è emersa la gravidanza.
La vicenda è stata poi approfondita dalla Squadra Mobile. Agli investigatori la donna avrebbe raccontato di essere stata sottoposta per mesi a una situazione di forte controllo e isolamento. Dopo il matrimonio celebrato in Pakistan e il rientro in Italia, avvenuto nel giugno scorso, la sua libertà personale sarebbe stata fortemente limitata.
Secondo quanto riferito agli investigatori, poteva uscire di casa soltanto accompagnata dal marito. Avrebbe inoltre subito vessazioni economiche e psicologiche, oltre ad aggressioni fisiche. Anche attività quotidiane come effettuare visite mediche o fare semplici acquisti sarebbero state sottoposte al controllo del coniuge.
Nel racconto della donna sarebbero emerse anche continue offese e minacce, comprese minacce di morte. In almeno un episodio sarebbe stata costretta a rivolgersi al Pronto soccorso: i sanitari avrebbero riscontrato contusioni multiple, con una prognosi di trenta giorni.
Le indagini sono state coordinate da un magistrato del gruppo specializzato della Procura della Repubblica di Pisa. Gli elementi raccolti sono stati quindi sottoposti all’autorità giudiziaria.
Il Gip del Tribunale di Pisa, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto per il 37enne la custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato rintracciato dagli investigatori della Squadra Mobile e accompagnato alla casa circondariale Don Bosco, dove è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’inchiesta è partita da quella segnalazione al 112, decisiva per far emergere una situazione che, secondo la ricostruzione investigativa, si sarebbe protratta nel tempo.


