Eleganti, pignoli e pluri premiati: ecco gli Spensierati fotogallery

A una manciata di giorni dal debutto dall'uscita dei corsi, un'anteprima dai capannoni del Carnevale

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L’eleganza, lo stile e la particolarità dei costumi, uniti a quella cura maniacale dei dettagli che spesso sconfina nella pignoleria, ma che alla fine è anche una delle ragioni delle tante vittorie raccolte negli anni. Sono questi i caratteri che contraddistinguono gli Spensierati, il primo dei quattro gruppi del Carnevale di Santa Croce ad essersi costituito nel 1976, anno della rinascita della manifestazione.

Tra i fondatori del gruppo, del resto, ci sono personaggi indimenticati che hanno contribuito più di ogni altro a far rinascere la tradizione del Carnevale dopo l’interruzione nel 1953. Su tutti Ugo Dell’Unto, il più longevo presidente degli Spensierati, che insieme ad un gruppo di amici tra i quali Cassio Duranti e Alfredo Nazzi (per tutti lo “Schezzino”) dette vita nel ’76 ad una mascherata divenuta storia: vestiti da donna, con addosso le pellicce delle mogli e accompagnati dalla musica della “Montesina”, sfilarono per corso Mazzini portando al guinzaglio cinque maialini.

Volevamo prendere in giro la Santa Croce ‘bene’ – ha sempre raccontato Dell’Unto – con tutte quelle donne impellicciate e i loro canini”. È così che all’indomani di quella trovata, quegli stessi amici dettero vita al gruppo degli Spensierati, prendendo a prestito il nome della storica banda nata a Santa Croce nel 1912. Un gruppo da sempre tra i più attivi e numerosi, nonché quello col maggior numero di vittorie – 13 in tutto – dall’introduzione del premio per i gruppi nel 1987, compreso il successo dello scorso anno con la mascherata dedicata a Parigi.

Un gruppo che anche in questi giorni, a meno di due settimane dalla prima uscita del 2020, trabocca di gente e di preparativi, con decine di volontari al lavoro ogni sera alla stanza. Titolo di quest’anno: “Aspetto il Carnevale tutto l’anno e all’improvviso eccolo qua”, parafrasando i versi dell’Azzurro di Celentano ma senza rivelare nulla del tema vero della sfilata. “Per tradizione non si dice ma ormai si sa tutto di tutti” dice la capogruppo Monica Buti, da anni alla guida degli Spensierati in coppia col marito Stefano Zingoni nel ruolo di presidente.

“Cosa aspettarsi dalla nostra mascherata? – risponde –. Sicuramente un tema attuale e divertente, diretto e immediato da capire ma al tempo stesso curato e originale com’è nel nostro stile. Nella storia del Carnevale, del resto, gli Spensierati si sono sempre fatti apprezzare per la particolarità e la cura degli abiti, a partire dalla testa fino alla punta dei piedi. Eleganza e pignoleria sono forse le parole che più ci rappresentano”. Dopo aver scelto il tema nel mese di luglio, i veri e propri preparativi sono partiti ad ottobre, seguendo le indicazioni e i bozzetti di Egle Giannini, la ragazza di Santa Croce che da alcuni anni è la “mente” artistica degli Spensierati. “Nonostante ormai viva a Londra per lavoro – racconta Monica – Egle è sempre in contatto con noi: quasi ogni sera siamo in videochiamata per farle vedere i costumi e decidere eventuali modifiche”.

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