Tele Guelfa, un canale diretto con i clienti per raccontare i prodotti e rilanciare le vendite

L'idea lanciata dallo storico marchio della famiglia Vanni

Rispondere alla crisi con ‘resilienza’, la capacità di rialzarsi. Anche per questo un’azienda storica come quella de la Guelfa Santa Maria a Monte ha deciso di osare: una nuova web tv commerciale dalla propria pagina Facebook.

“Facciamo parte della storia di Santa Maria a Monte, il primo negozio lo aprì la mia nonna Quarta Etruschi, che cominciò a vendere ‘cenci’ nel 1933 – racconta Alberto Fausto Vanni –. Poi arrivarono gli anni ’50 e con mio padre e mio zio, Giancarlo e Corrado, anche gli altri negozi, come quello di Pontedera. Un pezzo di storia che adesso, in questo nuovo negozio di Ponticelli, dove da tempo abbiamo creato il marchio All Goods, vive il momento più nero di sempre”.

Storia che adesso è messa a repentaglio come non mai dalla crisi scatenata dalla pandemia. “Abbiamo con noi 8 commesse, alcune di loro sono con noi da trent’anni. Una responsabilità enorme che sentiamo tutta sulle nostre spalle, perché 8 dipendenti significano altrettante famiglie – continua –. Di fronte a tutto questo lo Stato per ora ha risposto timidamente e con poca chiarezza, come anche le amministrazioni locali.

Proprio per questo senso di responsabilità abbiamo deciso che questo era il momento di buttare giù nuove idee, per rinnovarci, ma anche per risollevarci da una crisi che investirà tutto il Paese. Grazie ad un’imbeccata venuta da un vecchio amico che oggi lavora in America, c’è venuta l’idea di creare Tele Guelfa, una televisione sul web che, quando il governo deciderà di riaprire i negozi, quindi probabilmente a partire dal 4 maggio, andrà in onda sulla nostra pagina Facebook una o due volte alla settimana, dandoci la possibilità di presentare i nostri prodotti e inventarci di sana pianta un nuovo canale per raggiungere le persone.

I clienti avranno la possibilità di interagire con noi, scrivendo domande o richieste a cui cercheremo di rispondere”. E chissà che questa nuova forma di comunicazione, in tempi in cui la mobilità sarà ancora vincolata a precisi protocolli, distanze e la voglia di infilarsi in un locale latiterà ancora a lungo, non sia idea di ripresa anche per altri del settore.

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