Anche la Toscana era terra di pirati: la storia dei corsari barbareschi

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Quella della Toscana è una storia ricca di personaggi e avvenimenti importanti per l’Italia e il mondo intero. Artisti e geni del Rinascimento finiscono però talvolta per lasciare poco spazio ad avvenimenti e momenti storici minori che hanno avuto luogo nella regione. Lo sapevate, ad esempio, che anche la Toscana è stata una terra di pirati?

Amiamo i pirati, ma non quelli in Italia

Il grande pubblico ama i pirati. Il richiamo del mare, le avventure e i personaggi rudi ma dal cuore d’oro fanno parte delle storie marinaresche fin da quando siamo piccoli. Da bambini passiamo ore leggendo le avventure di Jim Hawkins nell’Isola del Tesoro o ridiamo con Peter Pan. Crescendo poi passiamo a forme di intrattenimento piratesche più adulte come la serie tv Black Sails, il prequel del libro di Stevenson firmato HBO, o slot machine online come Captain’s Treasure di William Hill casino. Cosa hanno in comune la maggior parte di queste storie? Sono ambientate in oceani lontani, soprattutto nei Caraibi o al massimo sulle coste inglesi.

Non siamo infatti abituati a leggere o guardare le avventure di pirati che si aggirano nel Mediterraneo e ancora meno in Italia. Che effetto ci farebbe se Jack Sparrow facesse una tappa a Genova? In realtà però le Repubbliche Marinare italiane, così piene di ricchezze, erano un ghiotto obiettivo per i pirati che infestavano le nostre acque. Se quindi il nostro Paese non ha dato i natali a pirati e corsari famosi, è stato comunque teatro di battaglie navali e abbordaggi degni di un film di Hollywood.

I corsari barbareschi in Toscana

Chi non ha mai sentito parlare delle incursioni saracene in Italia? Gli attacchi dei corsari barbareschi facevano parte di questi conflitti. I corsari barbareschi erano infatti pirati musulmani con basi disseminate nell’impero ottomano e in Nord Africa, le cui incursioni durarono per centinaia di anni dal XVI fino agli inizi del XIX secolo. Questi pirati agivano principalmente nel Mediterraneo ma in alcune occasioni, come durante le Guerre d’Italia, sbarcarono anche sulle nostre coste incluse quelle toscane. Agli inizi del XVI secolo, ad esempio, gli uomini guidati da Ariadeno Barbarossa, noto anche come Kayhr ed-Din si scontrarono diverse volte con le truppe medicee a Campiglia Marittina dopo aver già imperversato sull’Isola d’Elba.

Le lotte per il possesso dell’isola non finirono qui e i corsari tentarono, e riuscirono, più volte a conquistarla e si impadronirono delle sue città e dei suoi porti. L’efferatezza di questi pirati, che spesso rapivano gli abitanti del luogo per venderli in schiavitù, restò impressa nella cultura locale così tanto da dar vita a storie e leggende. Nota è ad esempio la leggenda di Ubertenga che venne uccisa col padre durante un saccheggio saraceno. Secondo la storia nel luogo della sua morte ancora oggi crescono orchidee selvatiche in grado di fiorire ogni anno anche quando il resto dei fiori ancora riposa.

Le numerose incursioni corsare in Toscana hanno lasciato un segno indelebile ma poco conosciuto nella storia della regione. Per molti secoli l’area è stata soggetta ad attacchi e battaglie navali che sono state duramente combattute in difesa le ricchezze e delle genti della Toscana.

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