Rinascita, il ricordo delle persone care attraverso l’arte: Lazzeri e Galli in mostra (digitale) ad Arezzo

I due artisti di Santa Maria a Monte scelti dalla famiglia Zurli per la rassegna “Oltre i tuoi occhi”

Sublimare il ricordo di persone care attraverso le arti: è questo lo scopo della rassegna annuale “Oltre i tuoi occhi” in memoria di Anna Maria Zurli, amante dell’arte morta per un linfoma nel 2016. E quest’anno, a rappresentare la moltitudine di espressioni possibili, ci sono ben due artisti di Santa Maria a Monte tra gli espositori nell’ex Casa dell’energia di Arezzo: il fotografo Giacomo Lazzeri e il pittore Felice Galli.

Stasera, 5 gennaio, sarà in diretta su Arezzo TV e poi pubblicata sulle pagine social la quinta edizione della mostra che ogni anno la famiglia Zurli organizza in memoria di Anna Maria nel giorno del suo compleanno. Trainati dall’architetto Andrea, figlio di Anna Maria, i familiari Luciano, Giusy, Gianni e i nipoti Luca e Giacomo hanno fatto propria l’iniziativa coinvolgendo anche l’AIL, l’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi. Per l’occasione sarà attivo anche un Iban a cui sarà possibile donare per sostenere la ricerca contro le malattie.

Insieme a Lazzeri e Galli che sono stati selezionati dalla famiglia ci sono anche altri artisti: Luca Cacioli, Tiziana Mudu, Alberto Selvestrel, Roberto Ghezzi. Il tema è quello della Rinascita: un cappello che riunisce più arti e le fa convivere in un’unica esposizione. Partendo da qui, ciascun artista ha sviluppato la propria opera.

“L’opera che presento – ha spiegato Galli – è formata da una tavolozza di colori da cui hanno origine una serie di frammenti che si muovono e si propagano nello spazio. Da un caos originario di colori ha origine e prende forma la pittura. I frammenti descrivono dei particolari ingranditi di immagini di piante, di forme organiche, una natura che germoglia e prende vita. La società industriale, gli interessi di mercato, la globalizzazione stanno distruggendo il pianeta. Se aspiriamo a un inversione di tendenza, la rinascita dovrà prevedere il rispetto dell’ uomo e della natura”.

“Il Kintsugi come arte maieutica per donarmi nuova energia – è, invece, l’interpretazione di Lazzeri -. Un vaso rotto è rotto, Un vaso rotto può essere riparato. Un vaso rotto, una volta riparato, è un vaso nuovo con tanta storia e tanta vita da raccontare. Da piccolo credevo che un vaso rotto fosse rotto e basta, questo pensiero mi ha accompagnato fino alla piena adolescenza quando il mio corpo si è ‘rotto’. Una brutta frattura al braccio destro che ha scritto per sempre una lunga cicatrice. Toccare, guardare e rivedere tutte le cicatrici aggiunge valore al mio ‘Io’ perché racconta la mia storia, impreziosisce di fiaba il mio corpo e inneggia alla rinascita”.

Gli artisti

Giacomo Lazzeri, classe 1994, dopo aver conseguito gli studi al liceo scientifico XXV Aprile”di Pontedera, si iscrive alla LABA (Libera accademia di belle arti) di Firenze al corso di Fotografia, laureandosi con la valutazione di 110 e lode. Ha partecipato a vari workshop di formazione fotografica e di post-produzione con importanti personalità del settore e ha già avuto pubblicazioni su riviste locali e nazionali, con accrediti in importanti eventi. Inoltre, ha esposto le proprie fotografie in varie mostre, tra cui anche all’edizione 2020 di Oltre i tuoi occhi. A marzo 2017 è stato pubblicato il suo primo libro fotografico “I compositori per banda: il ritratto italiano” dalla casa editrice Edizioni Eufonia di Brescia. Predilige la fotografia di reportage nell’ambito sociale e del territorio italiano e nell’ultimo periodo si sta dedicando a lavori in serie o concettuali.

Felice Galli, classe 1953, nato a Santa Maria a Monte, dove tuttora vive è cresciuto da autodidatta. Non ha mai seguito il normale iter degli aspiranti pittori, ma ha osservato i grandi maestri del passato. Dopo aver sperimentato svariate tecniche, non escludendo le ricerche più avanzate dell’arte contemporanea, è tornato a prediligere la tradizione del disegno e della pittura. “Da alcuni anni – racconta – ho avvertito sempre più l’esigenza di descrivere le immagini meravigliose che ci propone la natura. Da un po’ di tempo ho indirizzato la mia ricerca allo studio dell’ acqua, i movimenti delle onde, I colori, i riflessi della luce. Immagini ricche di colori sfumati, evanescenti e apparentemente astratte e surreali”.

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