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Dalla Nigeria a San Miniato: una mostra racconta la speranza di Uyiosa foto

Uyiosa Aghaowa è un artista nigeriano ospite del movimento Shalom a Forcoli. “Un giovane uomo, oggi ha 37 anni, strappato al suo Paese dopo che un gruppo di jahidisti aveva incendiato il suo negozio atelier, in Nigeria. Da allora lui ha intrapreso – come tanti altri africani – un viaggio della speranza verso l’Europa, attraversando prima il Niger, poi la Libia e il deserto, infine il mare, per approdare in Italia, su uno dei gommoni carichi di uomini e donne. Alla fine della sua Odissea, è arrivato alla Croce Rossa di Pisa. Qui è stato accolto, curato, accudito”.

E ora ha anche allestito una mostra, inaugurata venerdì 22 e visitata, tra gli altri, dal sindaco di San Miniato Simone Giglioli, dalla vice Elisa Montanelli e dall’assessore Loredano Arzilli.

“La mostra si inaugura – ha detto Simone Giglioli – in questo spazio, sotto l’arco che conduce al Seminario, uno spazio piccolo, ma importante, nel pieno centro della città, dove già in passato sono state organizzate iniziative di valore, come quella di oggi, che fa vedere il lavoro straordinario di un giovane africano fuggito dalla disperazione del suo Paese, portando dietro una grande esperienza espressiva, come si vede nei suoi quadri”.

Andrea Mancini e Aurelio Cupelli hanno voluto questa iniziativa e chiamato la loro “galleria” Orcio d’Oro, così come si chiamava quello spazio espositivo voluto da don Luciano Marrucci, pochi metri più in là, in via della Cisterna. Orcio d’oro è un’officina culturale nello spazio della Torre degli Stipendiari legata alla tradizione di uno Spazio dell’Orcio voluto da Luciano Marrucci, il sacerdote poeta che guidò tra il ’70 e ’80 un gruppo di artisti, scrittori, uomini di teatro in una galleria d’arte che era anche un luogo d’incontro.

A Pietrasanta, Uyiosa ha lavorato per almeno sette mesi, accompagnato ogni giorno dal suo giovane amico e forte della scuola di scultura che aveva frequentato per molti anni a Abuja, in Nigeria. Poi è accaduto quello che per noi sarebbe una tragedia, mentre per un africano è qualcosa di diverso, è una specie di destino avverso, contro il quale non si deve neppure inveire. Infatti Uyiosa è stato trasferito, da Pisa a Capannoli, e poi da Capannoli a Forcoli, in un luogo troppo fuori mano, troppo distante dai laboratori del marmo. Insomma l’esperienza è arrivata a conclusione.

Uyiosa ha però continuato a dipingere e il lavoro che porterà in mostra racconta almeno una parte di questi ultimi anni (è in Italia dal 2016) e delle sue vicissitudini.

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