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L’inferno di Dante e la Memoria, il filo conduttore nel cartellone di eventi del Dramma Popolare foto

Presentate le iniziative del 2021 a San Miniato: protagoniste le scuole

Le idee ci sono, i progetti sono già pronti, gli ospiti già invitati. La costante che viene ripetuta è una soltanto: “speriamo si possa fare in presenza”. È l’unico nodo ancora da sciogliere, ma in ogni caso gli eventi culturali del Dramma Popolare per il 2021 si faranno, per ora la maggior parte in streaming, per celebrare i 75 anni dalla nascita dell’istituto di San Miniato. Per l’occasione, il tema scelto è la celebrazione di Dante, a 700 anni dalla morte del poeta e il legame tra il “suo” Inferno e la Memoria, le condizioni di vita nei lager nazisti.

Un cartellone di eventi racchiuso in un unico progetto, L’inferno di Dante e il dramma della Memoria, che è stato presentato oggi, 29 gennaio, a Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato che è anche uno dei sostenitori delle iniziative. A illustrare il programma è stato Marzio Gabbanini, presidente del Dramma Popolare e con lui, a inaugurare un nuovo anno di cultura, il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca, il sindaco Simone Giglioli, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Antonio Guicciardini Salini.

Protagonisti del 2021, ancora una volta, gli studenti. Dopo che la pandemia ha portato le scuole al centro del dibattito politico, il Dramma ha coinvolto ben 50 classi delle scuole di otto comuni per un totale di 1100 alunni, per metterli al centro dell’offerta culturale. Seguiranno le dirette streaming dove, oltre alla rappresentazione teatrale, ci saranno anche contributi illustrativi e musicali.

“Le proposte che il Dramma ci offre quest’anno vanno a toccare la concretezza della vita – ha detto il vescovo Migliavacca -. La pandemia ci presenta domande fondamentali, sul senso della vita e della morte, sul senso della malattia e della sofferenza. Sono domande fondamentali che appartengono a noi oggi ma che attraversano la storia dell’umanità. Oggi queste domande ci toccano da vicino. Un elemento di merito è l’attenzione al cammino educativo con iniziative culturali rivolte alle scuole. Avere a cuore l’educazione dei più giovani vuol dire avere a cuore il futuro”.

“Ormai sono troppi mesi che non possiamo vederci e frequentarci – ha commentato Guicciardini Salini -. Per noi era fondamentale che questo palazzo non fosse una torre chiusa per pochi, ma un palazzo del territorio. La Fondazione è sempre stata a disposizione per conferenze ed eventi delle associazioni. Purtroppo, gli appuntamenti sono stati rimandati a causa della pandemia, ma spero che oggi si segni un nuovo inizio. Quest’anno il Dramma ha centrato l’argomento: Dante e i giorni della Memoria. Allenare la Memoria non è mai tempo perso. Quest’anno la cultura è passata in secondo piano, superata dalle esigenze degli interventi nel sociale. Abbiamo dovuto restringere gli interventi sulla cultura, ma l’impegno che mi prendo è che a partire dall’autunno, se la pandemia diventerà un ricordo, interverremo massicciamente sulla cultura e sull’arte e recupereremo il terreno perso. Le fondazioni bancarie in Italia sono essenziali: tanti musei, teatri, associazioni sarebbero chiusi senza le Fondazioni”.

Sull’esigenza di rilanciare la cultura ha insistito anche Simone Giglioli, che a tal proposito lancia un appello: “C’è sempre bisogno di incontri sulla Memoria: è un esercizio che va fatto – ha detto -. Il Dramma popolare lo fa nelle modalità che sono possibili oggi ma io spero che possano riprendere anche le attività in presenza. I protocolli che usiamo per molte attività spero possano essere usati anche per il teatro, che ha un posto di riguardo dentro la cultura. Lancio un appello e spero che il governo provveda nei prossimi dpcm a stilare un protocollo per riaprire i teatri. Ci sono molte istituzioni che cercano di tenere viva, nonostante tutto, la fiamma della cultura”.

Gli eventi

Il progetto si divide in quattro iniziative: si parte il 5 febbraio, quando si parlerà di Memoria in rapporto a Dante, nella sede del consiglio comunale e con l’introduzione del vescovo Migliavacca. L’evento “L’inferno della Memoria” è organizzato in collaborazione con la Fondazione centro studi sulla civiltà tardo medioevo. Il secondo appuntamento un mese dopo, il 5 marzo con “Cantare al buio” e poi, a seguire il 26 marzo “L’immaginario visivo fra Dante e la Shoah”. Si chiude il 16 aprile con “Guardare la memoria”. Poi, come ogni anno, ci sarà uno spettacolo centrale che, Covid permettendo sarà in presenza nel mese di luglio.

Il fulcro del progetto è Matteo Corradini, regista, attore, scrittore ed ebraista esperto. Corradini coordinerà il primo e l’ultimo incontro sui “legami tra le storie dei sopravvissuti e l’inferno dantesco – come ha ricordato nel suo videomessaggio – Per raccontare la Shoah hai bisogno di riferimenti e Dante lo è per gli ebrei di Italia e d’Europa”. Per le altre due iniziative, quelle intermedie, ci saranno l’illustratore Gek Tessaro e, nella terza, il musicista Enrico Fink. Queste iniziative sono realizzate con il contributo dei comuni di San Miniato e Vinci e con la sezione Unesco del comune di Vinci, oltre che, come sempre, della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Poi ci sono anche altre iniziative già calendarizzate. Il 25 marzo, per il Dantedì, sarà a San Miniato Antonio Natali, già direttore degli Uffizi di Firenze. Natali sta svolgendo alcuni studi su un quadro che raffigura Dante molto discusso ancora ai nostri giorni. Il 26 marzo ci sarà la celebrazione della preparazione alla Pasqua nella chiesa della trasfigurazione a San Miniato Basso con lo Stabat Mater di Pergolesi: ci saranno attori e cantanti di livello.

E ancora altre iniziative legate ai personaggi di San Miniato: in particolare di Pierto Marchesi, storico dottore e pittore sotto il nome di Tropei che sarà celebrato con una mostra per i 20 anni dalla sua morte. In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presente anche il figlio di Marchesi, Simone, rinomato dantista, che terrà una conferenza.

“Il 2020 è stato un anno drammatico – ha concluso il presidente Marzio Gabbanini – ma il Dramma non si è fermato. Anche gli spettacoli in presenza hanno fatto sold-out tutte le sere. Questo però non ci è bastato: ci riproviamo con un programma ancora più ambizioso perché i nostri 75 anni vanno celebrati”.

Intanto prosegue anche un’importante attività della Fondazione: l’inventariazione ragionata dell’Archivio storico. Il progetto di sistemazione è stato approvato nel luglio scorso dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana che ha intrapreso tra l’altro, vista l’importanza del patrimonio conservato, anche le formalità per il riconoscimento del valore storico inalienabile dell’archivio. L’obiettivo è che il patrimonio documentale della Fondazione possa diventare a tutti gli effetti un “bene culturale tutelato e vincolato” della città di San Miniato e che andrà ad aggiungersi a quelli già presenti in città. Da segnalare, inoltre, l’adesione della Fondazione al progetto di censimento degli archivi storici contemporanei nel portale italiano della fotografia, progetto a livello ministeriale che porterà ad avere una visibilità ulteriore per una parte fondamentale dell’archivio cioè il Fondo fotografico che conserva diverse migliaia di positivi a stampa a partire dalla prima edizione del 1947.

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