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“Solo”, la storia di Matteotti raccontata da un’altra prospettiva

Nel nuovo libro di Riccardo Nencini le vicende della vita e della morte del politico socialista

La storia, questo è noto, la scrivono i vincitori. E a volte chi vince si lascia prendere dall’entusiasmo, dando risalto a ciò che più conviene loro. Per questo è importante che ci siano tante e diverse prospettive, per raccontare anche la storia dei più deboli, di chi, almeno in un primo momento, non è stato collocato nell’olimpo dei più forti.

È questa la spinta che ha convinto Riccardo Nencini, senatore e presidente del Partito socialista italiano a intraprendere un percorso di ricerca storica che è culminato in un libro sulla vita di Giacomo Matteotti: Solo, edito da Mondadori. È stato presentato oggi (12 giugno) al circolo Alvaro Fantozzi di Pontedera dall’autore insieme a Filippo Chelli e Maria Vanni della segreteria del Psi e con i saluti del sindaco Matteo Franconi. A stimolare Nencini, i giornalisti Sarah Esposito de La Nazione, Chiara Cini di 50 Canale e Giuseppe Zagaria de IlCuoioinDiretta.it.

Un romanzo storico avvincente, scritto con rigorismo scientifico e un linguaggio crudo. Seicento pagine che raccolgono documenti, fonti d’archivio e ricerche negli istituti storici italiani e non solo. L’intento è quello di restituire un approfondimento della vicenda Matteotti che non si limiti al mero rapimento dopo la denuncia per i brogli elettorali delle elezioni del 1924, ma che colga il quadro complessivo del contesto e delle motivazioni per cui è avvenuto il delitto.

Quella di Matteotti resta, infatti, una delle pagine più buie della storia italiana, consumatasi durante il periodo della dittatura fascista. Ancora oggi potrebbe essere considerato un “giallo” non del tutto risolto e la figura del socialista per troppo tempo non ha ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato.

La scoperta delle tangenti petrolifere, il tentativo di costruire una solida opposizione parlamentare a Mussolini e la sua determinazione gli sono costati la vita. Una morte annunciata. Nencini non risparmia i particolari: come le offese e gli assalti ricevuti durante la seduta del 30 maggio 1924 o come la mutilazione dei genitali del corpo senza vita del deputato.

Ma il libro non si ferma al rapimento del 10 giugno: c’è anche il Matteotti intimo, l’uomo, il marito e il padre. Ci sono le mille vessazioni ricevute, le bastonate in pieno stile fascista e c’è, ahinoi, anche la sottovalutazione dall’allora blocco della sinistra, esponenti comunisti compresi. Un testo per chi vuole approfondire le proprie conoscenze e anche per chi vuole comprendere a fondo le motivazioni che hanno portato al delitto e quali sono state le reazioni. Un sacrificio e una verità storica che sono stati riconosciuti troppo tardi.

“È la prospettiva degli sconfitti – ha ammesso l’autore – una prospettiva a specchio rispetto a M di Scurati. C’è la storia dell’ideale riformista che in Italia non ha mai trovato cittadinanza“. Alle due ore di dibattito hanno preso parte anche Carlo Sorrente, segretario del Psi per la provincia di Pisa e Bruno Possenti, presidente dell’Anpi.

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