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Archivi.Doc, Santa Maria a Monte apre registri e faldoni dalla metà del Trecento fino al 1861

Un viaggio alla scoperta della storia e delle vicende dell’antico castello attraverso i documenti conservati

Un viaggio alla scoperta della storia e delle vicende dell’antico castello attraverso i documenti conservati: dai registri delle deliberazioni dei magistrati comunicativi che recano il più antico stemma comunale datato 1424 rappresentato da una Madonna in trono con Bambino, alla testimonianza dell’attività caritativa di Diana Giuntini, beatificata “a furor di popolo” e divenuta Patrona della comunità.

Da fare sabato 9 ottobre, durante la prima edizione di Archivi.Doc, promossa dall’associazione Dimore Storiche Italiane sezione Toscana. Anche Santa Maria a Monte prenderà parte a questa giornata e lo farà con l’Archivio storico comunale preunitario che, conservato al secondo piano del Museo Casa Carducci, conserva registri e faldoni dalla metà del Trecento fino al 1861 e sarà visitabile gratuitamente dalle 14 alle 18.

L’iniziativa, sotto il patrocinio della Regione Toscana, svelerà centinaia di tesori contenuti negli archivi di una cinquantina di dimore storiche dislocate nelle città e nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Gli archivi sono dei veri e propri “scrigni” che permettono di ripercorrere le trame della storia cittadina, regionale, italiana, intrecciando tracce, indizi, ipotesi e conferme nei documenti, nelle lettere, nelle infinite filze conservate.

A Casa Carducci, i documenti saranno disvelatori di interessanti connessioni fra Santa Maria a Monte e alcuni homini illustri: come il padre del celebre Galileo, Vincenzo Galilei, che nacque nel borgo a spirale e il cui padre fu tra i sette Capitani del Popolo che per tre mesi affiancavano il Gonfaloniere nel decidere le cose del paese. O come Giosuè Carducci, la cui famiglia risiedette a Santa Maria a Monte dal 1856 al 1858, presenza testimoniata dal carteggio che intercorse fra Carlo Guerrazzi, gonfaloniere del Comune e Michele Carducci medico a Piancastagnaio che, apprendendo “della vacanza” della condotta medica, si voleva togliere “diacci del Monte Amiata”.

E’ obbligatorio il green pass, così come la prenotazione, nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti contagio, iscrivendosi sul sito www.associazionedimorestoricheitaliane.it. Numero massimo di ingressi su prenotazione per fascia oraria: 4 ingressi (o un nucleo familiare) ogni ora.

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