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Quando nylon, calze e bobine per filati diventano arte: Cavallini espone a San Miniato

Le opere dell'arte di post-produzione: incontro tra antichità e innovazione artistica

Sei artwork tridimensionali dell’arte della post-produzione saranno esposti all’Oratorio del Lorentino a San Miniato da domani (6 novembre) fino al 9 gennaio, negli orari di apertura del Museo del Palazzo Comunale (martedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 13, domenica e festivi dalle 10 alle 17), mentre il 13 novembre, alle 17,30, ci sarà un incontro con l’autore.

Le opere sono state realizzate dall’artista e titolare dell’azienda Stilnovo di San Miniato Emilio Cavallini, che quindi non si occupa solo di produrre calze e abbigliamento uomo/donna, ma anche di lavori artistici utilizzando materiali inusuali, mutuati dal mondo della moda come filo di nylon, tessuti in poliammide stampati, calze e bobine per filati.

emilio cavallini

“La progettualità della sua ricerca prende il via da elementi base della geometria, la cui composizione si struttura secondo leggi matematiche. Punti, linee, quadrati, triangoli, cerchi, organizzati nello spazio tridimensionale secondo leggi combinatorie, permutazioni o algoritmi di accrescimento, dalle più recenti teorie matematico-geometriche, danno vita a strutture frattali, catastrofiche, diagrammi, o attrattori, come testimoniano i titoli delle opere. È così che il percorso di Cavallini corre parallelo ad alcuni fondamentali movimenti artistici della seconda metà del Novecento dall’arte ottico cinetica all’arte generativa”, spiega il direttore dei Musei Civici Lorenzo Fatticcioni a proposito dell’artista.

Aggiunge Cavallini: “Rispondere al caos proliferante nel mondo dell’arte manipolando materiali tessili di mia produzione e creando con essi forme matematicamente ignorate come frattali, biforcazioni, diagrammi e installazioni (infinito attuale e infinito potenziale). Artwork tridimensionali che racchiudono la totalità delle arti plastiche intese non come decorazione, bensì come una nuova architettura nell’arte. Un’arte pura, libera da figurazione, che è in grado di esprimere bellezza unicamente in virtù delle linee e del colore. I miei lavori possono essere considerati quadro-oggetto, una spazialità programmata tridimensionale che porta chi li guarda a farsi delle domande, a non rimanere assente. I miei fili rappresentano la tematica dell’infinito con un’idea di ripetibilità e di estensione in uno spazio finito in modo da escludere la possibilità di espandersi su un piano grafico ed anche spirituale. La geometria definisce la tridimensionalità, contiene il gesto che traccia la figura. La forza dell’estensione regola la luce in modo diseguale. Forme perfette che si manifestano come volumi all’interno dell’opera stessa. La perfezione è la dimostrazione della complessità del lavoro”.

Questa mostra sarà anche un’occasione di incontro tra vecchio e nuovo, tra arte antica e arte moderna; infatti, come dichiara l’assessore alla cultura Loredano Arzilli: “Era un po’ di tempo che pensavamo a un allestimento artistico all’Oratorio del Loretino, uno spazio unico e particolare. Quando abbiamo visto le opere di Emilio Cavallini, insieme al direttore dei Musei abbiamo capito subito che erano perfette per essere allestite all’interno di questo spazio, dove l’antico fa da cornice a queste eccezionali opere moderne. Tra le moltissime opere dell’artista, che vanta una produzione enorme, sono state scelte queste sei, realizzate in anni diversi, dalle quali emerge il suo percorso artistico e visivo. L’allestimento abbraccerà tutto il periodo della Mostra del tartufo e poi il Natale, per concludersi a gennaio, andando così ad arricchire la proposta artistica del nostro territorio. Queste opere – conclude Arzilli – sono rimaste per molto tempo nascoste ed era giusto mostrarle perché sono parte integrante della bellezza artistica di San Miniato“.

 

 

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