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La Pace avrà il volto di una ragazza del comprensorio, il dipinto sarà sotto il loggiato in piazza Michele da Montopoli foto

Potrebbe sostituire la cartina. Saranno realizzati dei bozzetti da esporre alla cittadinanza

Montopoli Valdarno città della pace. Quella del 1329, siglata proprio nel castello del Valdarno per porre fine agli scontri tra pisani e fiorentini, ma anche quella che a breve potrebbe abbellire la piazza principale del borgo, con un dipinto che raffigurerà l’allegoria della pace con il volto e le sembianze di una ragazza del comprensorio.

È il progetto che il Comune di Montopoli ha affidato alla bottega del celebre artista lucchese Giovanni Lorenzetti, specializzato in affreschi e tecniche del colore, sulla scorta di quanto avveniva nelle antiche botteghe del Rinascimento, chiamato a realizzare un’opera che nelle intenzioni del Comune dovrà rimpiazzare il dipinto con la cartina del centro storico realizzato negli anni Settanta sotto il loggiato dell’antica cancelleria, in piazza Michele da Montopoli. Un’opera deteriorata e irrecuperabile secondo gli esperti della Soprintendenza arrivati lo scorso agosto: “Anche perché non si tratta di un affresco – spiega l’assessore alla cultura e al turismo Cristina Scali – ma di una semplice pittura eseguita a secco, il cui colore si sta via via sgretolando insieme all’intonaco”.

Da qui l’intenzione del Comune di intervenire e riqualificare uno dei punti più caratteristici del borgo. Una volontà avviata già nel 2019, quando il maestro Lorenzetti fu ospite a Montopoli per una mostra diffusa. “In quell’occasione – racconta Scali – fu proprio lui a proporci di sostituire il dipinto, giudicato di nessun valore dalla Soprintendenza, con un’opera che rappresentasse l’allegoria della pace, anche perché nello stesso anno la pro loco dedicò la festa medievale alla rievocazione della Pace di Montopoli del 1329”.

Bloccato per più di un anno a causa della pandemia, il progetto è ripartito proprio in questi giorni con una delibera di giunta, nella quale l’Amministrazione ha avviato l’iter per la richiesta delle autorizzazioni necessarie alla Soprintendenza, insieme alla ricerca di un esperto chiamato ad effettuare dei saggi sull’intonaco del muro. “Prima del dipinto che si vede oggi – spiega l’assessore – c’era una Madonna che adesso è conservata nel museo, ma non è da escludere che prima ancora ci fossero affreschi più antichi. I saggi servono proprio a individuare eventuali pitture sottostanti, in base alle quali la Soprintendenza ci dovrà dire se possiamo o meno mettere l’opera in quel punto”.

Ad ogni modo, il maestro Lorenzetti ha suggerito al Comune un’ipotesi meno invasiva: quella di realizzare l’opera su un pannello da fissare alla parete, il cui aspetto sarà però quello di un vero e proprio affresco. In questo modo, l’artista potrà realizzare l’opera nella propria bottega, per poi fare gli ultimi ritocchi in loco. “Naturalmente tutto è vincolato al parere della Soprintendenza – riprende l’assessore – ma in ogni caso, se non sarà possibile metterla in quel punto, niente viete di usare la parete opposta o di trovare un’altra collocazione”.

In un modo o nell’altro, insomma, il dipinto si farà, tanto che l’artista sta già selezionando la ragazza che dovrà dare il volto alla futura allegoria della pace. “È stato aperto un casting – spiega l’assessore – al quale si sono fatte avanti tre ragazze della zona che Lorenzetti adesso dovrà scegliere”. Nelle intenzioni del maestro, l’opera sarà ispirata all’iconografia classica della pace in voga tra Sei e Settecento, ma con una visione contemporanea e con rimandi alla pace del 1329. “Prima di partire saranno realizzati dei bozzetti che verranno esposti alla cittadinanza – conclude Scali -. Tempi certi al momento non ce ne sono: per adesso stiamo cercando di far partire i saggi sulla parete, anche se gli esperti in questo campo non sono tantissimi. Poi dovremo attendere il parere della Soprintendenza. Stiamo procedendo con i tempi che ci consente la burocrazia”.

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