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“Un altro modo per guardare i nostri luoghi”, ecco 2020 Santa Croce sull’Arno

Un libro riscopre scorci familiari con foto e poesie

Un libro fotografico di immagini dei luoghi santacrocesi. Il volume 2020 Santa Croce sull’Arno, presentato oggi 23 novembre in comune, è ideato e realizzato dal fotografo santacrocese Alessandro Squilloni, edito da Bandecchi e Vivaldi con il contributo del Comune.

Il volume contiene un’ampia raccolta di immagini dei luoghi santacrocesi, rielaborate in modo da evidenziare alcune forme e architetture particolari. Le immagini sono affiancate da alcune poesie di Valerio Vallini, autore molto legato a Santa Croce sull’Arno.

“Chi conosce Santa Croce – ha detto la sindaco Giulia Deidda -, sfogliando queste pagine si stupisce e si sofferma sulle piazze, sugli arredi urbani, sulle chiese, sui palazzi, sugli alberi e immagina di camminare lungo strade immaginarie dove non ci sono auto, persone, animali, e dove non ci sono appuntamenti, incontri, e non c’è fretta. Lasciarsi guidare dalle ispirazioni poetiche che affiancano le fotografie ci permette di fare un viaggio nei luoghi della nostra infanzia, della nostra gioventù, della nostra vita, ma anche in tutti gli altri luoghi del mondo che ci hanno lasciato qualcosa”.

La sindaca ha concluso il suo intervento con un ringraziamento ad Alessandro Squilloni: “Sono grata ad Alessandro Squilloni, perché ci comunica un modo nuovo di osservare e vivere la nostra Santa Croce. Più lento, più profondo, più contemplativo, e allo stesso tempo più aperto, pronto a ricevere e ascoltare gli stimoli che provengono da fuori”.

“Grazie – anche dall’assessore Elisa Bertelli – ad Alessandro e Valerio, due santacrocesi ieri di adozione, oggi a tutti gli effetti, artisti dell’immagine e della parola, che spesso hanno messo a servizio della loro Santa Croce e che in questa opera si fondono per restituire una Santa Croce inaspettatamente bella. Un lavoro indubbiamente frutto di un momento storico particolarissimo che inevitabilmente si fa sentire in ogni produzione artistica, anche solo semplicemente per una dilatazione dei tempi di vita che mai fino ad oggi ci eravamo trovati ad affrontare”.

L’autore, Alessandro Squilloni, nel suo intervento ha ripercorso alcune tappe importanti della sua carriera, sottolineando che le varie forme di arte siano in realtà stati emozionali che cercano di emergere, e con particolare riferimento alle sue fotografie ha dichiarato: “Non sono così sicuro di aver adempiuto fino in fondo il compito di raccontare questa città cosmopolita ma, sicuramente, ho messo tutto me stesso per la città in cui abito e credo di vivere”.

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