Rete dei Comuni e delle residenze artistiche, anche Santa Croce firma il protocollo

Renzo Boldrini, direttore del Verdi, è il coordinatore regionale. La sindaca Deidda: "Doveroso sostenere queste realtà"

C’è anche Santa Croce sull’Arno fra i trenta comuni toscani che hanno dato vita alla la Rete dei Comuni e delle residenze, che nasce  per sostenere, potenziare e diffondere l’azione delle residenze artistiche in Toscana.

Il protocollo d’intesa è stato siglato venerdì mattina (28 maggio) nella sala Pegaso della Regione Toscana, alla presenza del presidente Eugenio Giani.

La rete nasce per valorizzare il ruolo dei piccoli e medi teatri regionali come laboratori abitati quotidianamente da imprese di produzione e progettazione teatrale, qualificare gli investimenti locali, regionali, nazionali ed europei, favorire il rilancio del teatro come luogo di socialità sicura in era pandemica e post pandemica. Santa Croce, peraltro, con il teatro Verdi è uno dei primi comuni in cui si è attivata la residenza teatrale grazie alla compagnia residente Giallo Mare Minimal Teatro. Tant’è che Renzo Boldrini, direttore del Verdi, è il coordinatore regionale delle residenze artistiche toscane.

“Negli ultimi anni – spiega Boldrini – le residenze artistiche hanno svolto nelle comunità locali un ruolo essenziale, rivelandosi come veri e propri presidi culturali e artistici, in grado di coinvolgere i cittadini non solo come utenti o semplici spettatori ma anche come soggetti attivi di produzione diretta di opere e progettualità scenica”.

“Fare rete è sempre una cosa positiva – dichiara Giulia Deidda, sindaca di Santa Croce sull’Arno – A maggior ragione quando il collante è l’interesse verso il teatro e la visione, in questo caso, di un futuro che mette la cultura al centro della nostra azione politica e amministrativa. A Santa Croce ormai da oltre dieci anni abbiamo una nostra residenza teatrale e siamo felici di entrare in una rete dove condividere le esperienze e progettarne insieme di nuove, spogliandoci di personalismi per far crescere un’offerta culturale pubblica, capillare e accessibile. Il nostro è un teatro abitato, che oltre alla stagione teatrale, ospita molti eventi e offre al pubblico occasioni di confronto per conoscere innovativi linguaggi scenici. Sostenere le residenze, nonostante le difficoltà dei bilanci comunali, per noi è un’azione essenziale, perché il teatro è un centro di formazione culturale e sociale. Grazie al protocollo firmato ieri questi nostri impegni singoli prendono ancora più forza e le Residenze potranno diventare  luoghi di formazione professionale legata ai mestieri della scena, all’organizzazione e progettazione culturale anche in rapporto all’utilizzo delle nuove tecnologie. Questo ulteriore passo avanti contribuirà alla crescita culturale della comunità e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

 

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