Diecimila bignè e una struttura alta 6 metri per il Dolcione a forma di Pegaso foto

Un ritorno alla normalità, dopo due anni di stop per la pandemia, benedetto anche dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Orentano agghindata a festa per il “volo” del Pegaso.

Il cavallo alato simbolo della Toscana, nella dolcissima versione tutta a base di bignè, ha attraversato come da tradizione la la via principale del paese fra due ali di folla. Un ritorno alla normalità, dopo due anni di stop causa pandemia, benedetto anche dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Sua, qualche tempo fa, la proposta ai maestri dolciari orentanesi, di omaggiare lo storico simbolo della Regione.

Durante la cerimonia l’ideale passaggio di testimone fra il vicesindaco di Vinci ed il presidente Giani. Due anni fa, infatti, il dolcione fu dedicato alla città del genio Leonardo. Presente anche il presidente della Provincia Massimiliano Angori.

“Grazie a tutti coloro che con una grande passione – ha detto il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti – anno rinnovato dopo due anni una manifestazione come questa così importante per la comunità. Uno splendido momento di ripartenza con una platea”.

“Un grande grazie – ha detto il governatore Giani – perché da il segno di quello che due anni fa era un anniversario. Questa straordinaria manifestazione è ormai di livello nazionale. Voleva proporre il Pegaso, che nel 1970 divenne il simbolo della Toscana con la nascita della Regione, quel simbolo che l’1 agosto del 1944 il presidente del comitato regionale di liberazione nazionale scelse nel momento della Liberazione e del potere transitorio. Dinamismo e libertà, queste le simbologie del Pegaso. E stasera si conferma una dolce speranza per la nostra Toscana”.

Una struttura in metallo alta circa 6 metri, larga 4 lunga 12, realizzata su un pianale mobile e con ‘incastonati’ 30mila bignè che ha attraversato, poco prima della mezzanotte, il centro del paesa fra due ali di folla.

Ben 3-4 settimane di lavoro sono servite solo per il telaio di questa gigantesca opera, voluta fortemente dall’ente Carnevale per omaggiare la Regione Toscana.

La manifestazione, quest’anno supportata dalla Regione Toscana, omaggia una storia che inizia da lontano, addirittura dal dopo guerra, e arriva ai giorni nostri arricchita dell’amore e del ‘mestiere’ che negli anni tanti giovani orentanesi hanno maturato nelle grandi città italiane. Quei ragazzi, una volta partiti a dar man forte ai compaesani, sono diventati bravi, eccellendo soprattutto nelle arti culinarie e dolciarie – a Roma, negli anni Ottanta, si contavano circa 300 pasticcerie con titolari originari di Orentano e ancora oggi alcune delle attività più rinomate della capitale hanno per titolari persone originarie del paese toscano – Ma bravura e fortuna non hanno scalfito l’amore per il paese e la comunità natia. Così è nata la sagra dolciaria della Festa del Bignè, che si tiene naturalmente d’estate, quando le botteghe di città stanno chiuse e si torna a casa: era il 1968 e quest’anno sono stati festeggiati i 52 anni.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.