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Viareggio, dove il Carnevale diventa spettacolo totale: tutto il programma

Dal 1 al 21 febbraio 2026 sfilano i carri allegorici più grandi del mondo

Arte che prende forma, satira che si fa racconto, meraviglia che invade lo spazio urbano. Il Carnevale di Viareggio torna nel 2026 con la forza creativa che da oltre centocinquant’anni lo rende uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili e attesi d’Italia. Non una semplice festa, ma un grande evento collettivo capace di unire tradizione artigianale, linguaggi contemporanei e partecipazione popolare. Dal 1 al 21 febbraio i Viali a Mare si trasformano in un teatro a cielo aperto, attraversato dalle sei sfilate dei Corsi Mascherati. Protagonisti assoluti sono i carri allegorici, i più grandi al mondo: colossi di cartapesta che avanzano sul Lungomare raccontando il presente con ironia, visione e potenza scenica. Ogni anno sono oltre 600mila i visitatori che arrivano a Viareggio per assistere a uno spettacolo che non ha eguali.

I carri sono vere macchine teatrali in movimento.

Nelle date del 1, 7, 12, 15, 17 e 21 febbraio sfileranno 9 carri di prima categoria, 4 di seconda, insieme a 8 mascherate in gruppo e 8 maschere isolate. Dietro ogni costruzione c’è un lungo lavoro corale: artisti, maestri della cartapesta, scenografi, musicisti e centinaia di figuranti che, con costumi e coreografie originali, trasformano ogni passaggio in un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere lo spettatore ben oltre la dimensione visiva.

Il Carnevale viareggino, però, non vive solo di giorno.

Al calare della sera la festa si sposta nei quartieri con le tradizionali Feste Rionali, tredici appuntamenti notturni che animano la città tra musica, balli e sapori della tradizione. È qui che emerge l’anima più popolare e conviviale del Carnevale, quella che lega indissolubilmente la manifestazione alla sua comunità. Accanto alle sfilate e alla festa diffusa, il 2026 segna anche il ritorno del Fuori Corso, il programma culturale che quest’anno esplora il tema del colore. Mostre, performance e incontri disegnano un percorso che ha il suo fulcro al Museo del Carnevale, in Cittadella, e si sviluppa attorno ai tre colori di Burlamacco, icona della manifestazione. Un itinerario che intreccia memoria, arte e sperimentazione, ampliando lo sguardo sul Carnevale come fenomeno culturale vivo e in continua evoluzione. Viareggio conferma così la sua capacità di sorprendere e rinnovarsi, restando fedele a un’identità che fa della fantasia una forma di racconto del presente. Un Carnevale che non si limita a tornare, ma ogni anno si reinventa, invitando il pubblico a lasciarsi ancora una volta stupire.

Il Carnevale di Viareggio contro la guerra

Da sempre il Carnevale di Viareggio è una lente privilegiata per osservare il presente. Il suo linguaggio fatto di satira, allegoria e immaginazione visionaria ha affrontato, nel corso dei decenni, i grandi temi della storia contemporanea, tra cui la paura della guerra e la speranza della pace. Questioni universali che i maestri carristi hanno saputo raccontare alternando sberleffo e denuncia, poesia e sarcasmo, leggerezza e profondità, trasformando la critica sociale in spettacolo e il dissenso in arte. Da questa vocazione nasce la mostra realizzata in collaborazione tra la Fondazione Carnevale di Viareggio e il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, ospitata in Versilia dal 27 gennaio, Giorno della Memoria, fino al 15 marzo. L’esposizione presenta una selezione di bozzetti realizzati tra gli anni Sessanta e i primi Duemila, offrendo un percorso visivo attraverso mezzo secolo di tensioni internazionali, crisi globali e fragili equilibri geopolitici. Attraverso simboli potenti e intuizioni artistiche, il Carnevale ha reso leggibili a un pubblico vasto i meccanismi spesso opachi della politica mondiale, quel “sotto sotto” — per citare il celebre carro di Lenci e Palmerini del 1982 — in cui si annidano le cause profonde dei conflitti. Dopo un primo tentativo nel 1921 con I pescicani al traguardo del fisco di Curzio Caprili, e un lungo silenzio imposto prima dalla censura e poi dal bisogno collettivo di dimenticare, il tema della guerra torna con forza nel 1960 grazie a Carnevale al vertice di Silvano Avanzini, che inaugura una nuova stagione di satira politica internazionale. Negli anni successivi, Arnaldo Galli incatena simbolicamente il mostro della guerra (Non calpestate i fiori, 1966) e nel 1973 firma Guerra e Pace, il celebre supercarro soprannominato “La bomba”, capace di trasformarsi in pochi secondi da ordigno minaccioso a esplosione di colore: una dichiarazione poetica contro la violenza. Con l’inasprirsi della Guerra Fredda, il tema ritorna negli anni Ottanta e Novanta, fino alle visioni profetiche di Roberto Alessandrini (Finché c’è guerra c’è speranza, 1994) e alle riflessioni del nuovo millennio dopo l’11 settembre, con La pace sia con voi di Fabrizio Galli (2002) e In nome di chi di Lombardi e Vannucci (2008). Il percorso espositivo restituisce un racconto coerente e ancora attuale: immagini che parlano di paure collettive, di speranze mai sopite e di un desiderio di pace fragile ma necessario. Un promemoria potente di come l’arte del Carnevale, con i suoi colori e la sua fantasia, continui a interrogare il presente e a custodire la memoria.

La satira del Carnevale, specchio del presente e seme per il futuro

Il Carnevale di Viareggio 2026 affronta un mondo in crisi, trasformando i Corsi Mascherati in un grande palcoscenico di satira e allegoria. Guerra, ambiente, potere, finanza e identità sono raccontati attraverso opere graffianti, che non risparmiano i leader mondiali, ma guardano al futuro con ironia e speranza. Tra i carri in concorso: la gallina delle uova d’oro di Alessandro Avanzini, che depone bombe invece di vita; i Samurai del potere di Luigi Bonetti in un risiko globale; Gran Casino di Lebigre e Roger, dove il Diavolo fa il croupier dei potenti; e nel Campo dei miracoli di Jacopo Allegrucci, la trappola del facile successo. Fiabe e simboli diventano strumenti di riflessione: In bocca al lupo di Luca Bertozzi celebra coraggio e tenacia, mentre Nemmeno con un fiore dei Cinquini parla di rispetto e libertà. The Last Hop(e) dei Breschi denuncia il negazionismo climatico, e 999 dei Lombardi ricorda il passo prima della pace. Infine, Io vivo in questo momento di Roberto Vannucci invita a cogliere ogni attimo. Tra ombre e caos, la creatività resiste: i bambini e le nuove generazioni colorano la realtà, sognano e sfidano il grigio della contemporaneità. Il Carnevale di Viareggio conferma così il suo ruolo di riflessione e visione, dove la satira diventa seme di un domani migliore.

La festa continua nei rioni

Il Carnevale di Viareggio non si ferma ai Corsi Mascherati. Nei rioni della città lo spirito della festa si rinnova ogni sera tra musica dal vivo, cucine con piatti tipici e appuntamenti pensati anche per i più piccoli. Un calendario diffuso che per oltre un mese coinvolge quartieri e comunità, affiancando alle grandi sfilate una dimensione popolare e partecipata. Le Feste Rionali serali animano Vecchia Viareggio, Marco Polo, Darsena, Croce Verde Centro e il Carnevale Storico con appuntamenti concentrati tra fine gennaio e febbraio, mentre non mancano eventi speciali come I Rioni per Andrea (30 gennaio) e il Veglione del Rione Carnevale Storico (22 febbraio). Grande attenzione anche ai bambini, con feste pomeridiane dedicate alle famiglie nei rioni di Campo d’Aviazione, Bicchio, Terminetto-Migliarina, Varignano, Darsena e CarnevalPuccini, tra giochi, musica e iniziative solidali. Un Carnevale che vive nelle strade e nelle piazze, capace di unire spettacolo, tradizione gastronomica e socialità, trasformando Viareggio in una festa diffusa che coinvolge tutta la città.

La colonna sonora del Carnevale

Il Carnevale di Viareggio 2026 rende omaggio a Rita Pavone, icona della musica italiana e internazionale, affidandole la canzone ufficiale della manifestazione. Il brano inedito Nel febbraio di un mattino, scritto dalla stessa Pavone con musiche di Giorgio Merk, nasce dall’atmosfera sospesa di un mattino di Carnevale: la folla, i carri in sfilata, la città che si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. La canzone racconta il Carnevale come spazio di incontri inattesi ed emozioni improvvise, intrecciando l’energia collettiva della festa a una dimensione intima e personale. Burlamacco, i grandi carri in cartapesta, il lungomare e il mare d’inverno diventano simboli di un’esperienza condivisa, capace di parlare a tutti. Il brano sarà presentato nel concerto di apertura del Carnevale, in programma venerdì 31 gennaio alle 18 al Teatro Eden di Viareggio, trasmesso in diretta su NoiTv. Il concerto, dal titolo Un piede nel passato e lo sguardo aperto nel futuro, ripercorre oltre sessant’anni di carriera di un’artista che ha saputo unire memoria e contemporaneità, con uno sguardo sempre rivolto alla ricerca e alla libertà espressiva. Un’apertura nel segno della musica e della storia, affidata a una voce che continua a reinventarsi senza smettere di sorprendere. La musica è parte integrante dell’identità del Carnevale di Viareggio: ne accompagna il ritmo, ne amplifica l’energia e ne custodisce la memoria. Fin dalle origini, il mondo “alla rovescia” del Carnevale ha trovato nella musica un linguaggio universale capace di raccontare satira, libertà e immaginazione. La tradizione musicale viareggina nasce nel 1921, quando il Comitato organizzatore affida al maestro Icilio Sadun la composizione della prima canzone ufficiale del Carnevale, su testo di Lelio Maffei. Da allora, anno dopo anno, le canzoni del Carnevale hanno raccontato in musica i temi e le suggestioni dei carri allegorici, costruendo un patrimonio sonoro che riflette l’evoluzione dei gusti e della cultura musicale italiana. L’Albo d’Oro delle canzoni attraversa decenni di stili e interpreti: da Aldo Valleroni a Maria Teresa Marchionni, da Michele Orselli a Stefano Sciarra, fino alle voci più recenti della scena contemporanea. Negli anni, il repertorio si è aperto anche a contributi firmati da Elio, Cristina D’Avena, Enzo Iacchetti, Extraliscio e Rita Pavone, con l’interpretazione, a distanza di un secolo, di un brano storico da parte di Vladimir Luxuria. Un patrimonio vivo, conservato in partiture, vinili, CD, mostre e pubblicazioni, che continua a crescere e ad accompagnare il racconto collettivo del Carnevale.

Un viaggio in musica tra i Carnevali del mondo

Il dialogo tra Carnevale e musica attraversa secoli e confini. Maschere, colori e allegoria hanno ispirato compositori di ogni epoca, dando vita a partiture capaci di raccontare il ribaltamento delle regole e la libertà espressiva della festa. Da questa idea nasce il nuovo progetto culturale promosso dalla Fondazione Carnevale di Viareggio, dedicato ai Carnevali del mondo. L’anteprima, curata da Claudio Martini, ha registrato una forte partecipazione di pubblico e ha visto protagoniste l’Orchestra del Conservatorio “Luigi Boccherini” e i giovani musicisti del Conservatorio “Pietro Mascagni”, con appuntamenti a Lucca, Cascina, Viareggio e Castelnuovo di Garfagnana. Un percorso che proseguirà tra il 2026 e il 2027 con una rassegna di sei concerti, attraversando jazz, lirica, sinfonica, musica antica e repertori cameristici.

I colori delle emozioni: il Carnevale entra a scuola

Per il 2026 la Fondazione rinnova anche il proprio impegno educativo con il progetto didattico “Il Carnevale e i colori delle emozioni: imparare, creare, sfilare”, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Lucca e Massa Carrara. Il colore, tema centrale del Fuori Corso, diventa strumento espressivo ed emotivo attraverso laboratori e attività differenziate per età: dalle maschere e i costumi per i più piccoli, al racconto per immagini e colori nella scuola primaria, fino alla lettura simbolica e sociale del Carnevale nelle scuole secondarie. I lavori migliori saranno premiati durante il Corso Mascherato di Martedì Grasso, il 17 febbraio 2026, suggellando il legame tra scuola, creatività e festa.