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La gara per il tpl si allunga, i timori di Zavanella

Novantatre nuovi mezzi e l’ombra di una gara europea per diventare il gestore unico del trasporto pubblico locale gravata già da ricorsi. La questione è stata affrontata anche durante la presentazione dei nuovi mezzi (leggi qui). L’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha delineato la situazione tracciando una roadmap dei lavori per arrivare al gestore unico: “Noi stiamo preparando le controdeduzioni da presentare al Tar e all’antitrust per i ricorsi, ma non ci dovrebbero essere problemi perché le contestazioni mosse non destano preoccupazioni.

Entro il prossimo giugno sicuramente dovremmo sapere chi sarà il vincitore della gara, ovviamente i tempi per l’affidamento potrebbero slittare di qualche settimana visti i supplementi di documentazione che dovranno essere presentati. Comunque sia spero che entro giungo si sappia chi è il vincitore. Poi da lì a parlare dell’entrate in esercizio della gara la questione sarà più articolata, certamente se a vincere sono le aziende vicine al territorio questo ci semplificherà le cose.
Le eccezioni dell’Antitrust al bando della gara forzano principalmente sullo sbarramento per partecipare fissata in 246 milioni, un limite ritenuto troppo alto che non copre neppure a pieno i costi delle strutture che daremo al gestore unico se si pensa ai mezzi, alle officine e a tutto quello che è messo disposizione di chi vincerà la gara, motivo per cui la questione non ci preoccupa”.
Una lettura della situazione ottimistica che non tranquillizza però chi deve partecipare alla gara. “Noi abbiamo il 50 per cento delle probabilità di riuscire a vincere questa gara, – ha spiegato infatti Zavanella il presidente del Ctt, ma non è tanto quello che mi preoccupa, quanto il fatto che tra l’espletamento della gara e l’entrata in esercizio i tempi rischiano di allungarsi. Questo per le aziende potrebbe anche aprire un problema di sostenibilità e di risorse economiche”. Il timore infatti è che dopo l’affidamento scatti il meccanismo dei ricorsi. Insomma una situazione delicata che potrebbe si capisce tra le righe anche mettere in difficoltà le aziende toscane dal punto di vista della liquidità, che di fatto ci sarebbe, ma come hanno sottolineato alcuni sindacalisti questi soldi non sono nella disponibilità dell’azienda perché molti enti come ad esempio comuni e province ad eccezione della provincia di Lucca non hanno ancora saldato i propri debiti con la Compagnia Toscana Trasporti. (g.m.)

 

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