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Plastica nel cibo nella mensa, esposto del Comune che teme il sabotaggio

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Un pezzo di plastica nel tacchino della mensa scolastica. E, poi, un pezzo di gomma nella minestra, cosette nella pasta e altro ancora. Insomma, cinque casi in neppure tre mesi hanno convinto il comune di Pisa a depositare un esposto contro ignoti alla procura della Repubblica, ipotizzando tra le altre cose, che si tratti di “un sabotaggio” nei confronti della ditta incaricata del servizio di refezione scolastica.

“A Pisa – spiega l’assessore comunale alle attività educative Marilù Chiofalo -, abbiamo costruito una maggiore partecipazione e sensibilità, con più trasparenza e comunicazione e non possiamo escludere che gli episodi siano frutto di emulazione o di gioco incosciente. Ma, a un anno dalla nuova gara (prevista a giugno 2016), si delinea anche un’ipotesi sabotaggio. Vogliamo evitare potenziali danni agli utenti anche perché la maggior parte dei ritrovamenti non sono riconducibili a un problema derivante dalla cucina e dalla preparazione dei pasti”. Oltre a Pisa, la ditta incaricata serve altri 180 comuni e afferma che da nessun’altra parte ci sono tante segnalazioni come qui. Nel 2011, a pochi mesi dall’affidamento, si verificò un’analoga serie di casi. Dopo l’esposto del Comune finì tutto.

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