La Torre di Pisa nel mirino della Mafia

La torre di Pisa uno degli obiettivi di Cosa nostra per indurre lo Stato ad abrogare l’articolo 41 bis del codice penale , il regime carcerario fortemente restrittivo previsto per i reati di mafia.

La Torre quindi nel 1992, dopo gli attentati ai giudici entrò nel mirino della mafia come possibile obiettivo per atti destabilizzanti. A confermare questa strategia della Mafia è il pentito Vincenzo Sinacori, durante il processo bis sulla strage di Capaci, celebrato dalla corte di Assise di Caltanisseta. La Torre di Pisa era uno dei monumenti che la Mafia, stando quanto riferito dal pentito non era il solo nella strategia “terroristica” c’era anche il tempio di Selinunte. Nella deposizione Sinacori addirittura avrebbe parlato di “far venire giù la Torre” nelle dichiarazioni rese nel carcere di Rebbibia a Roma. Secondo quanto riferito dal pentito a fermare questo disegno fu Matteo Messina Denaro che si oppose al disegno criminale di Antonio Gioè.

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