Cala il credito alle imprese. Le banche chiudono gli sportelli

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“L’onda lunga della crisi accresce le difficoltà delle aziende a rimborsare i prestiti, soprattutto quelle che operano nelle costruzioni, ma grazie alle recenti misure della Bcf si riducono i tassi di interesse”. Secondo l’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio di Pisa, su dati della Banca d’Italia.

La Camera di Commercio pisana rileva che, “dopo un 2013 nel corso del quale la provincia di Pisa aveva beneficiato delle buone performance delle aziende di media-grande dimensione, nel 2014 il credito bancario concesso, nonostante la crescita del manifatturiero, arretra dell’-1,6%. Tra il 2013 e il 2014, a causa del processo di riorganizzazione che da alcuni anni sta attraversando il sistema bancario, soprattutto tra i grandi istituti, il numero di sportelli bancari attivi in provincia di Pisa segna un’ulteriore contrazione passando dalle 281 alle 276 unità”. Ciononostante, la provincia di Pisa, grazie ad un tessuto imprenditoriale ritenuto interessante dagli operatori creditizi, vede tutti e 37 i comuni coperti da almeno uno sportello, con una densità per abitante nettamente superiore rispetto all’Italia e alla Toscana. “Il calo del credito concesso alle imprese pisane nel 2014 (-1,6%) – secondo l’ente – risente, dal lato della domanda, della debolezza dell’attività economica e degli investimenti mentre sul fronte dell’offerta incide molto la rischiosità associata ai soggetti richiedenti. La contrazione dei prestiti concessi alle aziende pisane, superiore a quella registrata in Toscana (-0,3%), coinvolge tutte le categorie dimensionali con punte particolarmente elevate tra le artigiane (-2%). I prestiti concessi alle aziende operanti prevalentemente sul mercato interno, come quelle delle costruzioni e dei servizi, sembrano incontrare maggiori difficoltà. Ad andare controcorrente troviamo quindi il solo manifatturiero che, pur rallentando rispetto allo scorso anno, ha segnato un +0,4%. Le costruzioni, caratterizzate da una dinamica dell’attività ancora sfavorevole e da un’elevata incidenza di esposizioni deteriorate, continua ad arretrare (-0,9%) e anche i servizi perdono un -1,8%”. In provincia preoccupa il dato delle insolvenze. Il tasso di decadimento, calcolato come rapporto fra il flusso di nuove sofferenze e la consistenza dei prestiti in essere all’inizio del periodo, è sceso rispetto al 2013, ma rimane su valori storicamente elevati (4,5% nel 2014). Le difficoltà di rimborso dei prestiti risultano intense nelle costruzioni, dove il tasso di decadimento si assesta al 9%. Nel manifatturiero, che tra i settori registra il risultato migliore, il decadimento è pari al 3% mentre per le imprese dei servizi il dato si attesta al 3,7%. Continua a crescere il numero di soggetti “in sofferenza”: in provincia di Pisa si passa dalle 7.388 unità di fine 2013 alle 7.484 di fine 2014, di cui ben 3.251 imprese: 1.351 sono piccolissimi imprenditori. Per il terzo anno consecutivo, però, crescono i depositi detenuti da famiglie e imprese pisane nelle banche (+5,7%) al cui interno si rileva una minore dinamicità per quelli delle famiglie (+4,5%). Tra i depositi arretrano quelli “a risparmio” (-1,0%).

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