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Pm10, Regione al lavoro per nuova rete di rilevamento

Gli ultimi giorni del 2015, quelli senza pioggia, avevano lasciato in aria troppe Pm10, quelle polveri sottili “raccolte” dalle centraline che diventano “metro” dell’inquinamento. La pioggia è arrivata, ma quello che ha lavato via resta lì, da qualche parte. Tra i buoni propositi per il 2016 della Regione Toscana, ci sono una serie di interventi per il miglioramento della qualità dell’aria, a partire da un sistema più rappresentativo e supportato da più ampie basi scientifiche per la rete di rilevamento.

Poi, c’è l’attuazione del protocollo d’intesa tra Regione, Ministero dell’ambiente e Anci sottoscritto il 30 dicembre scorso che istituirà una cabina di regia che dovrà lavorare per avere piani d’azione il più possibile omogenei e il supporto della Regione ai comuni nella predisposizione dei Pac sia per quanto riguarda gli interventi strutturali sia per quanto riguarda gli interventi contingibili. Sarà istituito un coordinamento politico composto dagli assessorati regionali all’ambiente e al diritto alla salute, da Anci e da un sindaco per ciascuna area di superamento, supportato anche da Arpat, Lamma e Asl per mettere in campo misure omogenee. Sono i cardini della dettagliata comunicazione che l’assessore all’ambiente Federica Fratoni ha fatto oggi 13 gennaio in giunta sulla qualità dell’aria, ripercorrendo le tappe e sottolineando i segni positivi della complessa questione che ha tenuto alta l’attenzione degli amministratori soprattutto durante gli ultimi giorni del 2015. La Regione assicurerà la propria partecipazione al previsto coordinamento ministeriale. Dal 2010 ad oggi, in cinque anni di lavoro, la Regione è arrivata a definire una migliore e più scientifica rappresentatività delle rete di rilevamento della qualità dell’aria in tutta la Toscana. I comuni soggetti all’obbligo dei Pac sono passati da 32 a 63 e di questi 56 saranno soggetti a Pac di tipo contingibile. L’incremento del numero dei Comuni è dettato da una corretta identificazione delle aree a cui è possibile associare le misure effettuate da una centralina di rilevamento. “I dati dei superamenti registrati dal 2010 al 2015 – secondo Fratoni – mostrano una generale tendenza al miglioramento interrotta poi a causa delle particolari condizioni meteorologiche del mese di dicembre, che hanno impedito la dispersione degli inquinanti. Analizzando i dati, si nota come i maggiori sforamenti sono rilevagti non più nei centri a forte urbanizzazione ma nelle aree periferiche. Questo si spiega per la diversa struttura residenziale realizzata nel primo caso tipicamente da condomini erispetto alla struttura residenziale con una diffusa presenz a di caminetti e stufe a legna e pellet con il conseguente inquinamento da abbruciamento di biomasse”.

 

 

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