Prc Pontedera: no al licenziamento del delegato Cobas

Duro intervento della sezione pontederese di Rifondazione Comunista sul caso del sindacalista Cobas della Piaggio licenziato nei giorni scorsi. “Quanto accaduto al delegato Cobas Sandro Giacomelli, licenziato per la sua attività in difesa dei lavoratori è un fatto gravissimo che va condannato” scrivono dal Prc. “Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà al delegato dei Cobas Sandro Giacomelli, licenziato dalla Dna perché in prima fila nel difendere diritti e dignità dei lavoratori.

La sua attività nella cooperativa che lavora in sub-appalto per la Ceva, a sua volta in appalto dalla Piaggio, ha evidentemente dato fastidio al padroncino di turno. La lotta per ottenere quei diritti minimi come il buono pasto, al pari dei loro colleghi di Ceva e Piaggio, ha dato particolarmente fastidio, ma ancor di più la richiesta della non applicazione del Jobs Act in caso di cambio d’appalto e la contrarietà agli esuberi annunciati dalla Dna di una ventina di operai. Insomma una figura molto scomoda con cui fare i conti, e allora ci si inventa 6 provvedimenti disciplinari nel giro di pochi mesi per costruire un movente tale da giustificare il licenziamento: un licenziamento chiaramente politico. Siamo ritornati agli anni cinquanta/sessanta quando Piaggio licenziava gli iscritti al Pci e i sindacalisti più attivi. Questa liberalizzazione costruita con le controriforme del lavoro, le ultime in ordine cronologico firmate da Fornero e Renzi, ha portato a questi risultati: permettere a tutti i padroni di togliere dignità e diritti ai lavoratori. Per noi le responsabilità  non sono solo della dirigenza di Dna ma anche della Ceva e della Piaggio che non possono tapparsi gli occhi davanti a queste palesi ingiustizie; pena la loro complicità. Quindi chiediamo che le due aziende, Piaggio e Ceva, intervengano con forza per la riassunzione del delegato Giacomelli. Non è ammissibile che in una cooperativa che lavora per loro, con operai che hanno le stesse mansioni, debbano esistere trattamenti differenziati e vengano cancellati diritti fondamentali. Ci rivolgiamo ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che non si facciano intimidire: gli operai della Dna se hanno ottenuto qualcosa è grazie alla loro coesione! L’unità dei lavoratori ha sempre fatto paura al potere. Ci aspettiamo la solidarietà di tutti i lavoratori, quella vera che negli anni ’60 portò allo scioperone e allo slogan: resisteremo un minuto più di Piaggio“.

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