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Profughi fumata nera, salta il tavolo. Dopo Ceccardi è crisi foto

Santa Maria a Monte non ne ha accolto nessuno. Il comune del comprensorio con più richiedenti asilo accolti è Montopoli. I dati fanno parte del report stilato dalla prefettura di Pisa che ha convocato una riunione urgente per “sollecitare tutti i sindaci a reperire a stretto giro soluzioni alloggiative ma anche a coinvolgere gli altri enti pubblici e privati a fare, in questa direzione la propria parte, tenuto conto che le favorevoli condizioni metereologiche stanno spingendo giornalmente sulle coste italiane centinaia di profughi”. Altri sbarchi e una situazione dell’accoglienza destinata ad aggravarsi, quella illustrata dal prefetto di Pisa oggi 30 giugno.

“La riunione – fanno sapere dalla prefettura – si è purtroppo conclusa senza che sia stato possibile individuare ulteriori strutture alloggiative e pertanto, il territorio provinciale, allo stato attuale, non è in grado di garantire un’accoglienza propria dei parametri di quella diffusa, concordata a livello regionale. Tale pesante situazione, che va inquadrata all’interno di un fenomeno migratorio di portata internazionale, comporta da parte di questo ufficio una linea di indirizzo che non può prescindere dalla collaborazione di tutti i comuni ed enti pubblici e privati, né lascia discrezionalità circa la collocazione dei migranti nei territori dove si individueranno soluzioni alloggiative. Si soggiunge infine che la scelta della struttura oggetto di bando di gara o di convenzione diretta in quanto ente pubblico è soggetta a precise disposizioni normative a cui le prefetture sono tenute a osservare”.
Insomma una nota burocratica quella arrivata nel tardo pomeriggio dalla prefettura che in realtà non psosta di un millimetro la situazione e soprattutto non da contezza della polemica scoppiata dopo la riunione, se non ribadire che le prefetture sono solo i garanti delle normative decise a Roma.
Ben diverso il tenore delle dichiarazioni rilasciate da alcuni sindaci e altri soggetti coinvolti nei tavoli per la gestione dei flussi migratori. In particolare la polemica è scoppiata per l’assenza del prefetto alla riunione tra cui i presidenti della società della salute di di Pisa, Valdera e Valdarno inferiore “La sua presenza sarebbe stata decisiva date le dimensioni che il fenomeno sta assumendo – ha aggiunto Sandra Capuzzi, presidente della società della salute di Pisa – e avremmo voluto sentire da lui come intende gestire il fenomeno che probabilmente si acuirà nelle prossime settimane e in particolare se davvero il centro della Tinaia di Cascina, dove attualmente sono accolti 32 richiedenti asilo, sarà chiuso e soprattutto che atteggiamento terrà nei confronti della volontà espressa da un singolo comune di venir meno unilateralmente dall’impegno condiviso nel far fronte all’emergenza profughi”. Secondo Corrado Guidi, sindaco di Bientina e presidente della Società della salute della Valdera, oltre che responsabile die progetti di accoglienza nell’amabito dell’Unione dei comuni, occorre capire “Se nel nostro territorio esiste ancora quel dovere di solidarietà istituzionale per dare risposta a un’emergenza grave e reale e che si sostanzia non certo nel fare da stampella a questo governo piuttosto che a un altro, ma nell’offrire accoglienza a uomini, donne e bambini in fuga da guerra e disperazione: noi in Valdera accogliamo i migranti dal 2010 quando ministro dell’Interno era il leghista Maroni”.
Presente anche l’assessore alle politiche sociali di San Miniato e presidente della Sds Valdarno Inferiore, David Spalletti.
Una polemica innescata indubbiamente dalle nuove posizione del comune di Cascina dopo che è stata eletta sindaco la leghista Sussanna Ceccardi che ha cambiato diametralmente posizione rispetto al suo predecessore creando un precedente. Poche ore prima la neo sindaca in camicia verde ha manifesta la sua posizione di contrarietà al modello di accoglienza portato avanti da cascina fino ad oggi, mettendo in crisi quindi il sistema dell’accoglienza come reazione in tutta la provincia di Pisa, stando a quanto si può dedurre oggi dalle reazioni di chi a quel tavolo c’era. Insomma ora che uno dice no il rischio è che anche chi fino ad ora ha accolto i profughi senza battere ciglio con spirito di accoglienza oggi sulla leva dell’equità possa quanto meno acquisire posizioni critiche nei confronti della prefettura e dell’accoglienza di nuovi stranieri.
Chiara netta invece la posizione dell’onorevole Federico Gelli, deputato pisano e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti che proprio a Ceccardi ha detto: “La volontà del sindaco di Cascina Susanna Ceccardi di interrompere ogni collaborazione con la prefettura la considero di una gravità assoluta. In un contesto di emergenza che tutto il Paese sta vivendo e dove ognuno deve fare la sua parte, Ceccardi evidentemente  inesperta e ancora inebriata dai fumi della campagna elettorale, pensa che sia tutto un gioco. Abbiamo il dovere – continua Gelli – come chiesto dall’Unione Europea, di garantire il rispetto dei diritti umani di chi fugge dalla guerra, dalle sofferenze e dalle torture ed è questo ciò che dobbiamo fare”.

 

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