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Consorzio di bonifica, la riorganizzazione piace ai sindaci

Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord riorganizza il personale. Con l’obiettivo di “Salvaguardare e potenziare il presidio puntuale del territorio, non rinunciando agli efficientamenti, ai risparmi e alle economie che la nascita e lo sviluppo del nuovo Ente permettono e che la Regione Toscana ha chiesto di perseguire con la sua Legge di riforma della bonifica”. La proposta di atto di indirizzo è stata presentata dal presidente dell’ente Ismaele Ridolfi e dal direttore generale Daniela Marini ai sindaci e agli amministratori locali del comprensorio.

“Per la redazione e l’approvazione del Piano di organizzazione variabile per la gestione del personale – sottolinea il presidente Ridolfi –, abbiamo adottato un percorso caratterizzato, come metodo, dalla partecipazione. Per questo, prima dell’approvazione dell’atto, stiamo portando avanti un cammino di ascolto, che sta coinvolgendo i dirigenti, i dipendenti (è stato già completato un calendario di incontri tra la direzione e ogni singolo settore, per raccogliere proposte e suggerimenti) e le loro organizzazioni sindacali, l’assemblea consortile e le sue commissioni. E ora anche le Amministrazioni comunali del territorio: da loro ci aspettiamo indirizzi utili e propositivi, rispetto alle grandi sfide che abbiamo di fronte. Siamo, infatti, alla metà del guado di una fase di profondo cambiamento, che ci viene chiesto dalla riforma dei Consorzi voluta dalla Regione, e ancora di più dalle esigenze del territorio: che ci impongono di lavorare con sempre maggiore efficienza ed efficacia.
Da parte degli amministratori locali, l’invito (ampiamente raccolto dal Consorzio) di potenziare ulteriormente i presidi in ogni zona. Ed è emerso anche un diffuso e a tratto entusiastico, apprezzamento per molte delle principali novità introdotte: dalla costituzione del nuovo ufficio ambiente (che si aprirà a professionalità inedite e si occuperà di sviluppare progetti nell’ambito delle energie rinnovabili e pulite), ai meccanismi previsti per valorizzare le professionalità interne (anche con eventuali percorsi di carriera) a discapito delle consulenze e delle esternalizzazioni dei servizi”.

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