Si spegne Marcello Masini, l’ultimo partigiano della brigata ‘Spartaco Lavagnini’

All’età di 91 anni si è spento l’ultimo superstite della brigata partigiana Garibaldi ‘Spartaco Lavagnini’.

Marcello Masini, ex sindaco di Certaldo combattente come partigiano con il nome di Catullo nella brigata che nel periodo compreso tra l’otto settembre 1943 e la fine della Guerra operò con 9 distaccamenti realizzando azioni di sabotaggio, guerriglia e intelligence contro le forze nazifasciste nella toscana centro meridionale in particolare nella provincie di Siena, Grosseto, Firenze.
Con Masini si perde uno degli ultim testimoni viventi della resistenza in queste zone.
Dopo la guerra era stato sindaco di Certaldo dal 1956 al 1975.
a 91 anni pochi giorni fa aveva perso la moglie nonostante questo era rimasto attivo e lucido fino alle ultime ore della sua vita. Il 4 novembre aveva commemorato l’alluvione. Una vita per la collettività: dalla lotta partigiana al sindacato, dal Municipio al CoReCo, presidente di Casa di Riposo, ANPI, ANED, consigliere comunale
Biografia
Marcello Masini nasce a Firenze il 19 giugno 1925, da genitori certaldesi che si sono trasferiti lì per lavorare e far sì che il padre, sarto, possa trovare un lavoro migliore. Ultimo di cinque figli (tre maschi e due femmine), perde il padre a poco più di un anno e con la madre, che spera di ritrovare lavoro in pastificio, e una sorella, torna a Certaldo. Matura fin da giovanissimo posizioni antifasciste e viene arrestato il 1 maggio 1942. Subito rilasciato, prosegue nel suo impegno che lo porta nel 1943 a partecipare alla fondazione della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini” – nome di vattaglia, Catullo – con la quale combatterà per tutta la Lotta di Resistenza e Liberazione nella Valdelsa fiorentina e soprattutto senese, spingendosi a Monticiano.
Nell’immediato dopoguerra, il suo impegno prosegue, a Certaldo, come primo Segretario della Camera del Lavoro, allora unitaria, e membro del Comitato Direttivo del PCI. Nel 1947, al Congresso della CGIL a Firenze conosce Miretta Busia. Di famiglia antifascista, di Vaiano, Miretta dopo l’armistizio si era impegnata come staffetta partigiana e rappresentava al congresso le ragazze del tessile di Prato, le cosiddette Cenerentole. Si sposano nel 1950 e avranno 3 figli: Caterina, Enzo, Laura.
Dopo avere seguito la “ricostruzione” come sindacalista, Masini diventa sindaco di Certaldo nel 1956 e fino al 1975. Sono gli anni del boom economico italiano, della espansione urbanistica locale e dei piani di edilizia della Legge 167, della crescente industrializzazione, dell’arrivo dei primi flussi migratori dalla Sicilia prima e dalle Marche poi. Il suo impegno di primo cittadino è volto a realizzare quelle promesse di uno sviluppo educativo, culturale ed economico equo e solidale, in linea con l’impegno della lotta di Liberazione, promesse che la scarsa autonomia comunale e lo scollamento tra enti locali e apparato statale ostacolava. Negli anni del suo mandato si attiva per favorire la diffusione di cure mediche accessibili, i servizi educativi con la creazione della scuola materna e del primo asilo nido, i libri di testo gratuiti, lo scuolabus, la mensa popolare per i lavoratori, l’assistenza domiciliare per gli anziani. Ma è molto attivo, lui che è sempre vissuto nella casa di famiglia in Certaldo Alto, per la rinascita delle attività culturali, con la creazione del Centro Studi per l’Ars Nova Italiana del 300 – dove si sono formati tanti studiosi e virtuosi di musica medievale – l’impegno per il recupero di Certaldo Alto, la creazione del gemellaggio con il Comune di Neuruppin. Masini è sindaco anche il 4 novembre 1966, quando l’Elsa esonda e si trova a dover coordinare la macchina dei soccorsi, con l’acqua che all’improvviso sommerge vaste zone periferiche e danneggia insediamenti agricole industriali, ma anche parte dell’abitato urbano, soprattutto in zona campo sportivo.
Conclusa l’esperienza di sindaco, ricopre per due mandati (dal 1975 al 1986) l’incarico di Presidente del Comitato Regionale di Controllo sugli Enti Locali, per la Provincia di Firenze, organo sulla cui utilità si esprimerà poi in modo molto critico. Ricopre poi il ruolo di presidente della Casa di riposo “Egiziano Giglioli” di Certaldo dal 1986 al 1989, di capogruppo e consigliere comunale per Rifondazione Comunista dal 1995 al 1999 e, fino ai nostri giorni, presidente locale di ANPI e ANED.
Masini si impegna poi quotidianamente per raccogliere, editare e tramandare la memoria degli anni che portarono dall’avvento del fascismo alla Liberazione di Certaldo, anche con un’intensa attività di proposta e partecipazione a iniziative istituzionali e progetti didattici all’interno delle scuole, a Certaldo e non solo. Tante le onorificenze e attestati ufficiali ricevuti, ultimo in ordine di tempo gli attestati la “Medaglia della Liberazione” ricevuta lo scorso 2 giugno.
Pochi giorni fa, il 31 ottobre, se ne era andata la moglie, Miretta Busia. Ma già il 4 novembre, accompagnato in auto e sostenuto, ma con voce chiara e limpida e una grande energia, aveva partecipato attivamente alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate e aveva poi fatto un appassionato ricordo della alluvione, che quando colpì Certaldo, 50 anni fa, lo vide protagonista nelle vesti di sindaco.
Tanti i messaggi di cordoglio tra i primi quello dell’amministrazione comunale di Certaldo
Sabato 12 novembre, presso il piano terra del Municipio, piazza Boccaccio 13, sarà allestita la camera ardente, che sarà aperta alle 8 (per consentire l’apertura, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico resterà chiuso).
La cerimonia funebre, in forma civile, si svolgerà in Piazza Boccaccio, sabato 12 novembre, alle 14,30.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.