Nuova vita per Palazzo Pretorio, i futuristi ‘inaugurano’ lo spazio espositivo foto

Nuova vita per il palazzo Pretorio di Pontedera, dopo un lungo percorso intrapresa dall’amministrazione comunale all’indomani nel 2013 della ritirata del tribunale che ha lasciato liberi vari spazi e che rischiava di far rimanere l’intero complesso podestarile un luogo chiuso nel cuore della città.

Un bar, e vari spazi espositivi. La prima tappa del percorso si è conclusa oggi con il taglio del nastro da parte del sindaco Millozzi con tutta l’amministrazione comunale.
un palazzo che risale al 300 e che nel corso dei secoli ha subito modificazioni fino a quella poste unitarie quando accolse la sede della pretura. Oggi palazzo pretorio ha una nuova vocazione che garantirà a questo edificio e ai suoi spazi interni di avere una nuova e lunga vita.
I recenti lavori di ristrutturazione e adeguamento alla funzione di centro espositivo hanno reso Palazzo Pretorio uno spazio idoneo, per la modernità degli impianti tecnologici e di sicurezza, a ospitare mostre di prestigio scientifico.
Una nuova Fondazione: la Fondazione per la Cultura Pontedera nasce come naturale prosecuzione della storica Fondazione Pontedera Teatro che per oltre un quarantennio ha portato nella città e nel territorio le sue innovative attività di ricerca e sperimentazione oggi confluite nella Fondazione Teatro Nazionale della Toscana. La Fondazione per la Cultura, costituita nel 2016 dal Comune di Pontedera e dal Comune di Peccioli, è un’istituzione che favorisce la diffusione della cultura attraverso la promozione delle proposte culturali con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione dei beni di interesse storico ed artistico. Tra gli scopi della Fondazione vi è la realizzazione di progetti, attività formative ed editoriali, seminari, corsi, convegni, incontri di studio e iniziative di sensibilizzazione per favorire lo sviluppo della cultura in ogni sua forma, la formazione professionale degli operatori di settore ed una più approfondita conoscenza delle attività di sperimentazione e ricerca negli ambiti di interesse.
“Il restauro e l’adeguamento a luogo espositivo dello storico Palazzo Pretorio, già sede della sezione distaccata del Tribunale di Pisa, si pone in maniera consequenziale rispetto ai processi di contaminazione di forme e linguaggi aperti nell’ottica di creare una città fabbrica di idee, laboratorio creativo la cui filosofia è quella di aprire le proprie porte al sapere” spiega il sindaco Simone Millozzi che aggiunge: “L’occasione della duplice inaugurazione, la riqualificazione di Palazzo Pretorio come polo espositivo e la mostra Tutti in moto! Il mito della velocità meccanica in cento anni d’arte, ospitata nello stesso edificio, ci permette di fare alcune riflessioni sulla validità di scelte e obbiettivi intrapresi in questi ultimi anni.
Questa Amministrazione ha mantenuto una tendenza di coerente sviluppo, nella quale linee ricorrenti del dibattito culturale si sono alternate a percorsi di crescita spesso paralleli, talvolta intrecciati tra istituzioni pubbliche, private, imprese, università. Siamo in grado oggi di riconoscerne il segno, di evidenziarne le spinte di rinnovamento, di apprezzarne i multiformi esiti ed il valore delle ricerche intraprese. Abbiamo inteso il lavoro come processo del fare, dell’inclinazione alla sperimentazione, alla ricerca e alla continuità nel rispetto del passato.
Pontedera, lo abbiamo detto più volte non è una città d’arte in senso storico, ma è una città che ha accolto la sfida della mutazione: solo una città che crede nell’arte può avere un futuro, solo l’arte può costruire una città dei valori, delle differenze, dell’immaginazione.
Attorno alla relazione tra città ed arte ruota il futuro della qualità urbana e della crescita culturale delle persone. In virtù di questa considerazione lo spazio urbano ha acquistato una sua interna dimensione dialettica carica di tensioni creative.
Gli spazi non-luoghi, sempre più periferie, sono divenuti luoghi simboli, di incontro, grazie ad interventi d’arte ambientale che hanno caratterizzato fortemente il volto della città. Un anonimo muro della ferrovia che divide in due la città è divenuto lo straordinario Muro di Baj. Una comune piazza alberata si è trasformata in palcoscenico con gli splendidi Sedili di pietra. L’intervento recente di Ugo Nespolo ha dato vita ad angoli “invisibili” della città come Via Dante. Artisti di fama internazionale hanno invaso gli spazi della quotidianità creando una galleria a cielo aperto, realizzando un significativo processo comunicativo. Da questo fermento culturale sono scaturiti centri espositivi, laboratori d’arte, iniziative di livello nazionale. L’arte della città si è imposta dunque come sistema della comunicazione che si alimenta della pluralità dei linguaggi e di contaminazioni”.

Foto di Enrico Damiani

 

 

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