Teatro di Cascina, Provincia nomina il revisore, la proprietà potrebbe passare al comune

La Provincia di Pisa si tira fuori dalla gestione del Teatro Politeama, nominando solo il revisore contabile. Questo l’elemento saliente dell’assemblea ordinaria dei soci della Fondazione Sipario Toscana tenutasi martedì 13 dicembre scorso, che aveva all’odg la nomina del nuovo CdA, del revisore e l’analisi dello stato della situazione patrimoniale.

Per quanto riguarda i componenti del CdA, la Provincia si è astenuta, dato che, in coerenza con la legislazione nazionale ad oggi vigente, non ha più tra le proprie funzioni fondamentali la cultura e, quindi, a seguito di Delibera del Consiglio provinciale del settembre 2015, ha esercitato il recesso a partire dal 1 gennaio 2017. Dunque nessuna delle persone nominate per il CdA della Fondazione è stata proposta dalla Provincia. Per la nomina del Revisore Contabile della Fondazione, invece, la Provincia, informata anche la Regione, ha proposto che il revisore di nomina assembleare potesse essere proposto all’Assemblea dalla Provincia stessa, stante, come detto, il recesso dall’1 gennaio 2017 e la necessità, comunque, da parte della Fondazione Sipario Toscana di presentare alla Regione Toscana un piano di rientro economico-finanziario. La Provincia ha proposto, per questi motivi, il dott. Maurizio Roventini che, come evidenziato dal curriculum, ha i requisiti e l’esperienza necessaria a svolgere il compito affidatogli. L’assemblea ha quindi nominato il Revisore Contabile proposto dalla Provincia con incarico quinquennale.

Resta ancora sul tavolo la proposta tecnica – già avanzata dalla Provincia anche negli incontri istituzionali avuti in Regione – di valutare il passaggio di proprietà della quota degli immobili del teatro dalla Provincia al Comune di Cascina, in un più ampio scenario di valutazione e scambio di immobili del Comune di Cascina ma gestiti dalla Provincia (edifici scolastici, palestre). La cessione immobiliare potrebbe così consentire al Comune di Cascina di conferire alla Fondazione un patrimonio certo, e alla Provincia di acquisire edifici che, di fatto, sono già nella sua gestione e manutenzione.

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