Aziende rosa un po’ sbiadite: rallentano le imprese femminili

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Mantengono il segno più, anche se più che una crescita, quella delle aziende femminili in provincia di Pisa sembra uno stallo: è solo dello 0,6%. Le aziende guidate da donne, nel 2016 in provincia di Pisa, hanno continuato ad aumentare, molto meno, però, di quanto abbiano fatto in Toscana (+0,8%) o in Italia (+1,1%). Nel 2015, le imprese femminili crebbero dell’1,3%. In valori assoluti, nel 2016, si sono iscritte alla Camera di Commercio di Pisa 719 imprese femminili mentre 687 sono state le cancellazioni non d’ufficio, per un saldo di appena +37 unità. Lo stock di aziende registrate arriva quindi a quota 9.695: il 22,1% del totale imprese registrate in provincia di Pisa.

Questi, in sintesi, i dati sull’imprenditoria femminile relativi al 2016 diffusi dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa. Il settore che raccoglie il maggior numero di aziende è quello del commercio al dettaglio (2.156 unità), seguito a distanza dall’agricoltura (1.164 imprese) e dagli altri servizi alla persone (1.011). Elevata la quota di aziende femminili nella ristorazione e pubblici esercizi (863 imprese) e negli alloggi (178 imprese).
Considerando invece la quota di imprese femminili sul totale delle aziende nei diversi settori, il cosiddetto tasso di femminilizzazione, è da sottolineare la netta prevalenza delle donne nei servizi alla persona (66,4%) e nelle attività professionali e tecniche (54,0%). Importante il coinvolgimento delle imprenditrici anche nelle confezioni (41,6%) e nei servizi di alloggio (39,4%). Seguono nella classifica delle attività più femminilizzate: l’agricoltura, il commercio al dettaglio e la ristorazione, con circa un terzo di aziende complessivamente guidate da donne.
Il 13% delle aziende femminili risultano essere anche giovanili (1.253). L’incidenza delle imprenditrici under 35 sul totale dell’imprenditoria “in rosa”, risulta quindi più elevata rispetto al sistema economico pisano nel suo complesso, dove le imprese condotte da giovani rappresentano appena il 9,5% del totale. Oltre che giovane in termini di età delle titolari, l’imprenditoria femminile pisana è anche una realtà giovane per quanto riguarda l’età dell’azienda: il 72% delle imprese in “rosa” è infatti nata dopo il 2000 e il 42% ha addirittura meno di 7 anni. Il tasso di femminilizzazione dell’imprenditoria pisana, inoltre, aumenta al diminuire dell’età aziendale: se tra le imprese nate tra il 2000 e il 2009 le imprese femminili erano il 20,4% del totale, tra le nate dopo il 2010 la quota sale al 26,4%.
L’impresa parla spesso donna nelle piccole realtà della Val di Cecina e della Valdera dove forte è il peso del terziario e dell’agricoltura: settori dove le donne primeggiano. I più elevati livelli di femminilizzazione sono raggiunti nei comuni di Castelnuovo di Val di Cecina, Casale Marittimo, Guardistallo, Riparbella, Chianni e Pomarance, dove circa un’impresa su tre è a guida femminile.
“I dati che oggi diffondiamo – spiega il presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini – mostrano una presenza femminile che, nonostante le difficoltà che ancora affliggono la nostra economia, è in grado di cogliere le evoluzioni del mercato. Una tendenza che vede nel turismo e nei servizi alla persona, un interessante sbocco professionale per le donne che vogliono mettersi in gioco. Imprese nate nel secondo millennio e guidate spesso da giovani donne che, con volontà e spirito di dedizione, mostrano la voglia di sfruttare le potenzialità del nostro territorio come testimoniano tanti volti femminili che partecipano al progetto di avvio d’impresa Selfieployment: un progetto finalizzato a favorire i giovani nell’ambito dell’autoimprenditorialità e gestito dalla Fondazione della Camera di Commercio di Pisa”.

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