Ciccio Auletta candidato a sindaco della sinistra pisana, con lui Una città in comune, Rifondazione e Possibile

Ha scelto un luogo simbolo di alcune delle sue battaglie di questi anni la coalizione “Diritti in comune”, fra le torri di Bulgarella ed il parco di Cisanello, che questo pomeriggio ha presentato ufficialmente la sua candidatura al governo della città di Pisa: sarà Francesco Auletta ancora una volta a guidare la sinistra pisana.

Una coalizione composta da tre liste: Rifondazione Comunista, Una città in comune e Possibile. “Abbiamo scelto di farlo in uno spazio che riteniamo simbolico della città e della cattiva amministrazione che da troppi anni la tiene prigioniera: lo spazio compreso tra le torri di Bulgarella, il Parco urbano di Cisanello, l’immobile INAIL di via Paradisa, i tanti scatoloni di cemento della grande distribuzione organizzata, esistenti o programmati” scrivono dalla lista. “In questa periferia si manifesta chiaramente quell’idea di città che da sempre contestiamo e a cui contrapponiamo un modello radicalmente alternativo. Una città in cui le scelte urbanistiche sono calate dall’alto e rispondono agli interessi di determinati gruppi imprenditoriali (a cui si consente di accumulare debiti con l’amministrazione per milioni e milioni di euro) invece che soddisfare i bisogni degli abitanti, ai quali si tagliano servizi e investimenti utili in nome dei vincoli di bilancio. Una città in cui si fanno proclami e si spendono risorse per la partecipazione, come per il Parco Urbano di Cisanello, senza poi però darne attuazione concreta. Una città in cui l’amministrazione non interviene in maniera decisa per contrastare l’emergenza abitativa e l’aumento del costo degli affitti, ma anzi si tollera la presenza di immobili non utilizzati, come quello in via Paradisa, da mettere a disposizione per residenze studentesche. Una città in cui si punta su un modello di sviluppo e di commercio centrato sulla cementificazione e sulla grande distribuzione, già molto presente nel quartiere, che prosegue la sua insaziabile richiesta di nuovi terreni da impermeabilizzare, alla faccia dei problemi idrogeologici e delle reali esigenze delle cittadine e dei cittadini.

Vogliamo amministrare Pisa per avviare una stagione di reale cambiamento, compiendo una semplice ma radicale rivoluzione: rimettere al centro delle decisioni politiche i bisogni reali e la voce di chi abita e vive la città, a partire da quella parte che non si sente più rappresentata e che è stata colpita duramente dalla crisi e dalle politiche di precarizzazione, privatizzazione e tagli alla spesa pubblica portate avanti dai governi nazionali di centro-destra e di centro-sinistra. Questo cambiamento passa attraverso un programma innovativo, costruito con la cittadinanza in numerosi incontri ed assemblee pubbliche, e nettamente alternativo a chi ha governato Pisa negli ultimi venti anni. Chi ha avuto in mano la città ha contribuito a far crescere diseguaglianze e insicurezza sociale, ad esempio destinando ingenti risorse pubbliche per realizzare “grandi opere” inutili e puramente speculative, sottraendole a investimenti per migliorare la qualità della vita – dal trasporto pubblico urbano alla viabilità alternativa, dal recupero a fini sociali di immobili e spazi abbandonati alla messa a disposizione di nuovi alloggi – soprattutto nelle periferie e nei quartieri popolari. Noi pensiamo che una città diversa sia necessaria e possibile: una città in cui, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti possibili, si dia attuazione alla nostra Costituzione in termini di giustizia fiscale e redistribuzione del reddito, di tutela e retribuzione del lavoro in tutte le sue forme, di finalità sociale della proprietà, di ripudio della guerra, di tutela del paesaggio e dell’ambiente, di garanzia effettiva del diritto alla salute, all’istruzione, all’abitare, di uguaglianza tra uomini e donne, di riconoscimento delle diversità, di pari dignità sociale per tutte e tutti, residenti e non residenti. Rompendo, quando necessario, con i vincoli posti dalle politiche di austerità che hanno aggravato la crisi e le diseguaglianze sociali. Una città, infine, che sappia guardare al futuro, che sappia dare opportunità alle tante realtà imprenditoriali innovative del nostro territorio, utilizzando la conoscenza e il sapere per migliorare la qualità della vita, la sostenibilità ambientale e essere all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici.

Abbiamo sempre detto che il nostro candidato sindaco è il programma. Ora, questo programma pensiamo possa essere ottimamente rappresentato e attuato da Ciccio Auletta che, per restare agli ultimi cinque anni, dentro e fuori il Consiglio Comunale, ha fatto camminare collettivamente queste idee. Ha dimostrato giorno per giorno, con la sua presenza in tante vertenze e in tante piccole e grandi battaglie, che le nostre proposte sono concrete e realizzabili, capaci di suscitare interesse e consenso, di parlare a mondi diversi, di costruire reti e relazioni, di porsi a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, dei ceti popolari e di coloro che hanno visto peggiorare le proprie condizioni di vita e che intendono reagire. Ed è proprio a partire da un programma concreto che vogliamo convincere tante cittadine e cittadini che le sirene e le deleghe in bianco proposte da quel M5S per cui destra e sinistra non esistono e tutto si risolve con un voto online, non danno alcuna risposta a chi oggi vuole una città vivibile, giusta, solidale.

La coalizione della sinistra che sostiene la candidatura di Ciccio Auletta è composta da Una città in Comune, Rifondazione Comunista e Possibile.La coalizione rispetto a 5 anni fa, quindi, si allarga con la presentazione di una terza lista, che vede Possibile come primo promotore e che ha come obiettivo quello di dare spazio politico e rappresentanza a tutte e tutti coloro che da anni si riconoscono nelle battaglie per la difesa e l’attuazione della Costituzione. Siamo l’unica vera e credibile alternativa alle destre, sempre più regressive, razziste e omofobe.Non crediamo affatto in fronti unitari e cartelli elettorali, tenuti insieme soltanto dalla paura. Questi fronti sono destinati al fallimento, specialmente se sono promossi da quelle stesse forze, come il Partito Democratico e MDP, che hanno la responsabilità storica di avere aperto la strada alle destre, con la chiusura al confronto e alla partecipazione, gli sgomberi degli spazi sociali, le politiche anti-popolari e le misure securitarie e il DASPO urbano, con cui si è fatta la guerra ai poveri, invece che alle povertà.

Noi siamo altro, noi siamo l’alternativa”

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