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Servizio mensa nelle caserme Carabinieri, Tar annulla il bando

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Il Tar ha annullato il bando di gara per l’affidamento del servizio mensa nelle caserme dei carabinieri, regionali e nazionali: è tutto da rifare. La gara d’appalto prevedeva l’affidamento milionario per le due ditte vincitrici dei due unici lotti in cui era suddiviso, ma proprio questo aspetto non ha convinto i giudici amministrativi del Tar del Lazio che hanno accolto il ricorso di una società e annullato l’intero bando.

Una gara che prevede il servizio mensa per tutte le caserme italiane dotate di tale servizio, secondo i giudici, non può essere suddivisa in soli due lotti, presupponendo quindi requisiti di fatturato per le società partecipanti che impediscono di fatto la possibilità per aziende di piccole e medie dimensioni di partecipare al bando. Queste, in sintesi, le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio. La gara infatti era stata suddivisa in due lotti. Il primo, del valore annuale di circa 22 milioni di euro (elevabile a oltre 70 milioni di euri complessivi in caso di rinnovo), prevede lo svolgimento del servizio di ristorazione nei reparti dell’Arma presenti in Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Marche. Il secondo, circa lo stesso importo, prevede lo svolgimento del servizio di ristorazione nei reparti dell’Arma presenti nel Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. La lex specialis prevedeva che le imprese partecipanti dovevano aver realizzato un fatturato, relativamente agli anni 2015 – 2017, pari, nella media, ad almeno 1,5 il valore annuo di ciascun lotto. Per la ricorrente, tale procedura risulterebbe contraria all’articolo 51 cit, che testualmente recita: “Al fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionali… Nel caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese”, nonché della direttiva europea 24 del 2014.
Scrivono i giudici che hanno accolto il ricorso e annullato il bando di gara: “La pubblica amministrazione ha predisposto e pubblicato la gara senza motivare le ragioni per cui ha provveduto ad una siffatta concentrazione dell’offerta, considerato che ciò non consegue alla natura dell’appalto che si riferisce al confezionamento e alla distribuzione dei pasti per i diversi reparti dell’Arma, la cui capillare presenza sul territorio nazionale comporta una pluralità di centri cottura e distribuzione”. Tutto da rifare, dunque, per le mense dell’Arma in regione e nel resto d’Italia.

Vincenzo Brunelli

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