Trapianti, da San Miniato ed Empoli al coordinamento regionale

Rosati è il nuovo coordinatore della rete regionale dei trapianti renali

Alberto Rosati è il nuovo coordinatore della rete regionale della Toscana dei trapianti renali. Il medico che ha lavorato anche a San Miniato è stato nominato dalla Regione con l’incarico di “responsabile del coordinamento dei programmi regionali di trapianto”.

Rosati, da quattro anni direttore dei reparti di nefrologia e dialisi dell’area Firenze 1 (ospedali San Giovanni di Dio, Santa Maria Nuova) ed empolese (ospedali San Giuseppe e San Miniato), aveva lavorato nell’Aou di Careggi e negli ospedali dell’area lucchese. Ha al suo attivo numerosi master, conseguiti anche all’estero e docenze in ambito universitario e, già nel 2016, aveva ricoperto l’incarico di coordinatore della rete nefrologica del trapianto Toscana.

“Il trapianto renale – spiega Rosati- è la terapia sostitutiva dell’insufficienza renale terminale che garantisce i migliori risultati in termini di durata e qualità della vita. Negli ultimi anni la sopravvivenza del rene trapiantato è molto migliorata grazie alle nuove strategie e tecniche immunosoppressive. Oggi la durata del trapianto è ulteriormente migliorabile ottimizzando la gestione del follow-up a lungo termine. Perché tale gestione sia efficace deve essere condotta da nefrologi esperti di trapianto ma anche di malattia renale cronica. E’ quindi fondamentale l’esistenza di una rete di nefrologi e infermieri esperti su tutto il territorio, in grado di selezionare i pazienti per poi riprenderli in carico superata la fase acuta del trapianto”.

La rete regionale, creata insieme all’Organizzazione Toscana Trapianti, è particolarmente strutturata ed efficiente nell’Ausl Toscana Centro dove vi sono strutture nefrologiche distribuite sull’intero territorio (oltre a quelle fiorentine ed empolesi nelle aree Firenze 2 le strutture complesse dirette da Claudio Dattolo, quella pistoiese da Alessandro Capitanini e pratese da Gesualdo Campolo e le strutture semplici a Santa Maria Nuova (dottoressa Federica Manescalchi), a Empoli-San Miniato (Lucia Dani), a Pescia (Claudia Del Corso) e nel Mugello (Marco Lombardi): gestiscono oltre 400 pazienti portatori di un trapianto renale, sia per ciò che riguarda i controlli periodici della funzione renale e delle terapie immunosoppressive, che per le gestione delle complicanze acute e croniche. Accanto al follow-up vi è l’impegnativa attività di selezione, inserimento e mantenimento in lista dei pazienti per il trapianto rene da cadavere. Un aspetto che sta diventando sempre più concreto è l’individuazione delle coppie per il trapianto da vivente, la valutazione di idoneità di donatore e ricevente e l’accompagnamento fino al trapianto.

La rete dell’Ausl Tc è certamente quella più capillare e articolata e che fino ad oggi ha saputo creare la migliore organizzazione di supporto a tutte queste attività come percorsi diagnostici dedicati, supporto psicologico anche programmi per l’attività fisica, grazie anche al supporto del Coordinamento trapianti dell’azienda. La presenza in ogni presidio di due nefrologi e due infermieri esperti di trapianto, professionisti che hanno seguito un lungo percorso di alta formazione, rappresenta una garanzia di qualità dell’assistenza. Tutto mantenendo una stretta collaborazione con i centri trapianto, che rappresentano loro stessi nodi strategici della rete.

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