l'evento
|Eugenio Giani, le riforme di Pietro Leopoldo al centro della Festa della Toscana
Il presidente ripercorre le riforme tra economia, scuola, sanità e giustizi
Durante la seduta solenne dedicata alla Festa della Toscana, quest’anno intitolata “Un ponte per la pace”, il presidente regionale Eugenio Giani ha tracciato un percorso storico sulle radici dell’identità toscana. Giani ha ricordato la figura di Pietro Leopoldo, definito “un extraterrestre” per il suo sguardo innovativo sulla regione che governò senza esservi nato. Tra le riforme evidenziate l’eliminazione di dazi e corporazioni, la nascita della Camera di commercio come punto unico di registrazione delle attività economiche e la pari dignità concessa a tutte le professioni. Ampio spazio anche ai cambiamenti introdotti in ambito scolastico, con le prime scuole pubbliche, e in sanità, grazie ai nuovi statuti degli ospedali di Santa Maria Nuova e Santa Maria della Scala. “Luoghi non più di fragilità, ma di cura specializzata”, ha ricordato Giani. Il presidente ha richiamato inoltre la nascita delle comunità – gli attuali Comuni – che da oltre 1200 unità furono riorganizzate in circa 300 centri, base dell’assetto amministrativo moderno. Fondamentale anche la riforma della giustizia, con l’abolizione di pena di morte, tortura e confisca dei beni. Fra le opere pubbliche richiamate la statale dell’Abetone e del Brennero, le bonifiche del lago di Bientina, della Val di Chiana e l’avvio del risanamento della Maremma. Giani ha concluso ricordando come l’eredità riformatrice del granduca rappresenti un valore ancora attuale e un tratto distintivo della Toscana, “l’unico degli antichi stati italiani che già allora incarnava l’identità di una regione moderna”. La seduta si è chiusa con la consegna del Pegaso della Regione a Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, e allo storico Sandro Rogari.


