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Fondi europei, Giani avverte: “Le Regioni devono restare centrali”

Confronto in Conferenza delle Regioni

Le Regioni devono continuare a svolgere un ruolo centrale nella programmazione e gestione dei fondi di coesione europei. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto oggi a Roma all’incontro della Conferenza delle Regioni con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. «Nel tempo le Regioni hanno dimostrato una forte capacità di utilizzare i fondi strutturali europei per costruire politiche innovative ed efficaci – ha affermato Giani –. In Toscana, grazie a queste risorse, abbiamo rafforzato il nostro modello di welfare, sostenendo misure come i nidi gratis, i libri scolastici gratuiti, gli interventi sulle fragilità e sulla vita indipendente». Il presidente toscano ha espresso forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di un accentramento nazionale nella futura riforma della politica di coesione, richiamando l’esperienza del PNRR. «Sarebbe un errore – ha sottolineato – ridimensionare il ruolo delle Regioni, che rappresentano un presidio fondamentale di conoscenza dei territori».

Giani ha ricordato come la misura dei nidi gratis, che ha consentito a circa 18mila famiglie di accedere gratuitamente al servizio, sia stata riconosciuta come buona pratica dalla Commissione europea, nonostante le iniziali perplessità espresse a livello ministeriale sull’utilizzo delle risorse del Fondo sociale europeo. Nel suo intervento, il presidente della Toscana ha poi posto l’attenzione sui vincoli che limitano gli investimenti in infrastrutture strategiche, sia nella programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali sia nel PNRR. «Sviluppo sostenibile e modernizzazione delle reti – ha spiegato – non sono obiettivi in contraddizione. L’infrastrutturazione, anche stradale, non deve essere posta in contrasto con la tutela ambientale». Infine, Giani ha evidenziato l’eccesso di vincoli che grava sulla gestione dei bilanci, in particolare sul Fesr, proponendo l’avvio di un processo di semplificazione come linea di lavoro condivisa per rendere più efficaci e tempestivi gli investimenti europei nei territori.