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Sull’addio del Tuttocuoio tensione alla consulta. Si dimette Faraoni

L’avvicendamento fra Tuttocuoio e Corazzano è avvenuto ad agosto.

Consulta di fuoco lunedì sera sulla nuova gestione del campo sportivo di Leporaia, conclusasi con le dimissioni del presidente Francesco Faraoni. A tenere banco ancora le polemiche sulla fine della gestione del Tuttocuoio, che passa il testimone al Corazzano Calcio.

Addio, quello dei neroverdi, per il quale per Faraoni “le colpe sono di tutti, da una parte e dall’altra”, ovvero la società ed il comune.

Presente alla serata anche il sindaco Simone Giglioli e Marzio Fiaschi, del Corazzano, unico partecipante all’ultima gara per la gestione del campo. Al centro delle delusioni di alcuni, che nel caso della società ‘uscente’ erano rappresentati l’altra sera da uno scatenato Andrea Dolfi, ex presidente dei neroverdi, c’era anche il fallimento del tentativo di far nascere una nuova società, scongiurando “la perdita della gestione diretta del campo dopo 70 anni da parte del paese”. “Mi ero mosso in quella direzione – ha detto Faraoni. – Una squadra che avesse come obbiettivi coltivare un settore giovanile. C’era il sostegno della frazione e di alcune realtà e squadre minori, oltre che dei genitori. Il San Miniato Basso Calcio si era reso disponibile anche ad una possibile custodia. Dal comune però ci è stato detto che non era possibile aspettare”.

Il nodo, per i difensori di questo ‘partito’, era in pratica l’affidamento temporaneo del campo, che come ricordato da Giglioli avveniva ormai in deroga da anni, in un contesto in cui due gare erano andate deserte ed il Tuttocuoio era impossibilitato a parteciparvi per requisiti attinenti ad alcune pendenze sull’erario. “E’ dal 2019 che il Tuttocuoio gioca in quel campo grazie ad un nullaosta firmato da me, nel contesto di tutti i requisiti richiesti dalla Lega Calcio – ha detto il sindaco. – Eppure ad ottobre 2024, qui in consulta, avevamo chiarito che sarebbe stato l’ultimo anno. Si potevano risolvere certi problemi e partecipare al bando, ma il Tuttocuoio ha fatto altre scelte. Con la gestione del Corazzano, unita agli amatori del Pannocchia, non credo che la gestione sia meno ‘ponteaegolese’. Con lo sviluppo anche di progetti sulla disabilità, sul calcio camminato”.

“A Ponte a Egola e ai ponteaegolesi ormai non rimane niente. E’ ora di finirla – ha ribadito più volte Dolfi. – Tutto questo mentre il Tuttocuoio è costretto a giocare a Castelfiorentino e per la prima volta non ha un suo spazio”.

Aperture, intanto, da Fiaschi. “Il Tuttocuoio è una società di Ponte a Egola. Ma lo sono anche i ragazzi che giocano anche in questi giorni nel campo, al 90% di Ponte a Egola. Con due squadre di amatori, una di calcio a sette e due di bambini – ha detto Fiaschi. – Noi abbiamo 8 squadre ed un campo ai limiti, a Corazzano. Non siamo mai stati contrari al che il Tuttocuio giochi in quel campo”.