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Non autosufficienza, il peso sulle famiglie toscane cresce ancora

il costo medio mensile per l’assistenza ha raggiunto i 1.200 euro

In Toscana la non autosufficienza continua a poggiarsi, in larga parte, su un pilastro tanto solido quanto silenzioso: le famiglie. Negli ultimi dieci anni il loro ruolo non solo non si è ridotto, ma si è rafforzato, arrivando oggi a coprire quasi nove casi su dieci. Un dato che racconta molto più di una semplice tendenza statistica: fotografa un sistema di assistenza che, nonostante l’invecchiamento della popolazione, fatica a trovare un equilibrio tra pubblico e privato. Secondo un’indagine della Fnp-Cisl Toscana, condotta su un campione di anziani non autosufficienti residenti nella regione, la percentuale di persone assistite direttamente dai familiari è passata dall’81% al 88%. Su oltre 85mila anziani in condizioni di fragilità, la maggioranza resta a casa, lontano dalle strutture residenziali, affidata alle cure quotidiane di figli, coniugi e parenti. Un impegno che spesso si traduce in presenza costante, soprattutto da parte delle donne, che rappresentano il cuore dell’assistenza continua. Accanto al supporto pratico, cresce anche il contributo economico delle famiglie: più di un terzo partecipa direttamente alle spese, mentre il costo medio mensile per l’assistenza ha raggiunto i 1.200 euro. Una cifra che negli ultimi dieci anni è aumentata del 20%, mettendo in difficoltà una quota significativa di anziani, il cui reddito non è sempre sufficiente a coprire le necessità legate alla propria condizione. In questo contesto, gli assistenti familiari rappresentano una risorsa sempre più centrale. Quasi la metà delle famiglie vi fa ricorso, spesso con soluzioni di convivenza che garantiscono una presenza continuativa. Tuttavia, anche questa opzione comporta costi elevati e non sempre sostenibili nel lungo periodo. Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto pressione, dove la rete familiare supplisce alle carenze strutturali, ma mostra segnali di affaticamento. L’invecchiamento progressivo della popolazione porterà inevitabilmente a un aumento dei bisogni: non solo cure mediche, ma anche sostegno contro isolamento e solitudine.

Diventa quindi sempre più urgente ripensare il modello assistenziale, rendendolo più flessibile e capace di adattarsi alle diverse situazioni. L’integrazione tra servizi pubblici, iniziative private e realtà del Terzo Settore appare una delle strade possibili per alleggerire il carico sulle famiglie e costruire un sistema più sostenibile e inclusivo.