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Dopo una vita a scuola vuol lasciare il Marconi: la vicinanza di studenti, colleghi e docenti

La comunità scolastica per Massimiliano Lotti.

Collaboratori, docenti e studenti di ieri e di oggi. Questi i protagonisti in questi giorni di un appello a sostegno di Massimiliano Lotti, storico collaboratore scolastico del Marconi. Un moto collettivo di solidarietà, in un momento difficile per un personaggio che ha attraversato tante vicende del liceo, anche in qualità di rappresentante sindacale, fino alla decisione, paventata in questi ultimi tempi, di chiedere il trasferimento prima della pensione.

“Per molti di noi, Massimiliano è stato molto più di una presenza quotidiana nella vita della scuola – di legge nell’appello. – È stato un punto di riferimento autentico per intere generazioni: una persona simpatica, aperta, disponibile, precisa nel proprio lavoro e sempre pronta a parlare con tutti senza mettersi su un piedistallo. Lo ricordiamo per la sua capacità di accogliere tutti con semplicità e umanità, di strappare un sorriso nei momenti difficili e di sdrammatizzare anche le giornate più pesanti. Il valore della sua presenza nella scuola è stato enorme, non solo per ciò che faceva, ma per il clima di fiducia e serenità che riusciva a creare”.

L’appello è firmato da una 30ina di persone. “Abbiamo appreso con grande dispiacere che oggi sta vivendo un momento di forte difficoltà e che si sente oggi costretto a valutare o ad affrontare un trasferimento in un’altra sede di lavoro – continuano. – Non è nostro compito entrare nel merito di vicende interne alla scuola o formulare giudizi su responsabilità specifiche. Tuttavia, sentiamo il bisogno di dire con chiarezza che ci addolora sapere che una persona che ha dedicato così tanti anni alla stessa comunità possa arrivare a percepire il proprio ambiente di lavoro come non più sereno o accogliente. Una scuola non è fatta soltanto da studenti, docenti e dirigenti: è fatta anche da tutte quelle figure che, giorno dopo giorno, ne permettono il funzionamento e ne costruiscono il clima umano. Ci auguriamo che la sua storia possa essere ascoltata con attenzione, rispetto e umanità, e che si possano trovare soluzioni capaci di tutelare la dignità personale e professionale di chi ha dato tanto alla scuola”.