vittoria sindacale
|“Condotta antisindacale”, Aquarno condannata
“Condotta antisindacale”. E’ questa l’ultima sentenza, ormai inappellabile, riguardo al comportamento tenuto dal Consorzio Aquarno nel 2024 in occasione di uno sciopero legato alla vertenza dei tempi per la vestizione dei lavoratori. E’ quanto stabilito nei giorni scorsi da una decisione definitiva dei giudici di della Corte di Appello di Pisa, che al terzo ed ultimo grado di giudizio, hanno ribaltato quanto stabilito in precedenza e hanno dato ragione alla Filctem Cgil di Pisa.
Nello specifico, si parla di un episodio avvenuto nell’aprile di due anni fa, quando nel pieno delle proteste per il riconoscimento del tempo di vestizione dei lavoratori a inizio e fine turno come tempo di lavoro, quindi retribuito, venne indetto uno sciopero. In quell’occasione l’azienda aveva inviato una mail a tutti i capiturno intimandoli di scegliere gli operai comandati al lavoro ognuno per il proprio turno di competenza, dato che il depuratore anche in occasione degli scioperi resta aperto con personale minimo in virtù del riconoscimento quale servizio essenziale. “Un chiaro tentativo di far fallire la protesta addossando una responsabilità che è e rimane a totale carico dell’azienda” l’accusa del sindacato. La scelta di coloro che devono restare a lavoro in tali occasioni è infatti normato da precisi criteri fissati in un accordo sindacale aziendale del febbraio del 2001, ancora in vigore. Il risultato è stato un ricorso in virtù dell’ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. “La nostra risposta è stata tempestiva e trasparente – dicono dal sindacato per voce del segretario generale di Pisa Alessandro Conforti. – Abbiamo reagito sul momento diffidando formalmente l’azienda dal compiere comportamenti lesivi del diritto di sciopero e scaricare proprie responsabilità non delegabili. Per questo siamo andati fino in fondo ed oggi anche se a distanza di anni abbiamo avuto ragione. Il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito e non può essere sottoposto a ricatti organizzativi che lo possono limitare, non dando certezza ai lavoratori su chi può farlo o chi è obbligato a prestare la sua attività lavorativa. Questa storica vittoria ci consegna uno scudo fondamentale per continuare a difendere i nostri diritti. Uno straordinario risultato reso possibile grazie alla determinazione della nostra organizzazione e all’eccellente lavoro svolto dallo studio legale Bellotti di Firenze, coordinato dall’avvocato Andrea Stramaccia”.
Una battaglia, peraltro, ancora tutta aperta. Il nodo del tempo che i lavoratori dedicano a mettersi vestiti da lavoro, che nello specifico del depuratore hanno anche a che fare con la sicurezza, non è ancora stata sciolta. La battaglia sindacale infatti fu sospesa. “Ricordiamo che la proclamazione dello sciopero è avvenuta a seguito della rottura delle trattative da parte dell’azienda che tutt’ora si rifiuta di aprire un confronto su tale tema – ribadiscono sempre dal sindacato. – Le nostre rivendicazioni rimangono salde ed invariate, invitiamo pertanto l’azienda a riaprire il confronto ed iniziare una discussione in realtà mai partita. In alternativa la mobilitazione riprenderà nelle forme e nei modi che verranno concordate con i lavoratori”.


