Francioni resta in Assoconciatori, ma non da presidente. “Valorizzare altre risorse”

Lascia la presidenza prima della naturale scadenza della primavera 2020 tra bilanci e progetti

“Una scelta che semplicemente anticipa un percorso già noto e agevola la normale politica di valorizzazione delle tante risorse umane che l’Associazione Conciatori può esprimere”. Così Alessandro Francioni annuncia di lasciare la presidenza dell’AssoConciatori di Santa Croce sull’Arno prima della naturale scadenza della primavera 2020.

Patron della conceria San Lorenzo, nel distretto ha ricoperto cariche sia nell’ambito delle società consortili che come presidente dell’Associazione Conciatori. Anzi, per molti lui è e resterà “il Presidente”, anche ora che ha scelto di anticipare la naturale scadenza del suo mandato.

Lo fa continuando a dare il suo apporto di esperienza all’Assoconciatori, come gli è stato richiesto dall’intero Cda dell’Associazione, dato che molti dei maggiori risultati conseguiti negli anni sono legati proprio alla sua figura: dall’acquisizione da parte dei conciatori della fognatura industriale e del depuratore Aquarno sino alla trasformazione del processo di depurazione verso il sistema del tutto biologico con conseguente riduzione di costi e garanzia della qualità degli scarichi, dalla realizzazione dell’impianto di Ecoespanso alla messa in opera del Polo Tecnologico Conciario e alla partecipazione attiva all’avvio dell’Accordo di Programma per il progetto del Tubone. In un percorso che ha inciso sulla crescita dell’intero distretto.

“Già in occasione delle ultime elezioni associative nel 2017 – racconta -, avevamo inizialmente individuato una diversa figura per la presidenza che però poi per motivi personali ha dovuto rinunciare all’ultimo momento e così mi è stata richiesta la disponibilità per il ruolo. Ho accettato, nella consapevolezza di tutti che avremmo comunque assecondato il naturale avvicendamento di ruoli e persone”.

Riguardo ai risultati, “non sono stati mai scontati e coinvolgono l’impegno di tutta la squadra dell’Associazione, dei suoi imprenditori e di chi, operativamente, lavora nella struttura: ieri come oggi, impegnati nelle sfide più recenti. Pensiamo al primo storico patto per l’economia circolare siglato dall’Associazione con la Regione Toscana (marzo 2019) che entro i prossimi 3 anni ci consentirà di rendere ancora più efficienti le attività dei nostri impianti consortili. Tutto ciò mentre procedono i nuovi lavori infrastrutturali previsti dal cronoprogramma legato all’Accordo di Programma che hanno portato alla messa in opera delle nuove vasche all’interno del depuratore Aquarno. E’ vicino alla sua operatività anche il progetto per la sicurezza dell’area industriale che ci impegna insieme a diverse istituzioni. Siamo inoltre entrati a far parte di tavoli di lavoro cui partecipano operatori internazionali del fashion, come la piattaforma di Zdhc, con l’obiettivo di valorizzare le nostre best practices attraverso un ampio confronto sulle materie di tracciabilità e certificazione. Peraltro proprio in questi giorni il distretto ha ottenuto la conferma dell’Emas, che ci vede tra i soggetti coinvolti. In ottica di economia circolare abbiamo registrato un incremento dell’uso di fonti di energia pulita e di risorse rinnovabili da parte di aziende e impianti nostri associati. Tutto questo mentre cresciamo nel dialogo con il sistema dei media ritagliando progressivamente un ruolo significativo per il racconto dei migliori esempi che arrivano dal distretto conciario e che riusciamo a divulgare con riscontri sempre maggiori. Tutti risultati positivi che si riflettono sull’intero distretto, favoriti da una solida esperienza associativa che ha visto quest’anno anche l’ingresso di nuovi importanti players del comparto nella compagine dell’Associazione Conciatori”.

Quali potranno essere gli scenari del distretto e del comparto pensando a quelle realtà conciarie sempre più grandi che si stanno definendo e che sembrano contrapporsi alle tradizionali aziende piccole medie? “Indipendentemente dalle dimensioni delle aziende – dice Francioni – le realtà industriali in grado di affrontare il mercato sono quelle capaci di assicurare ai clienti servizi completi e diversificati e una produzione certificata sotto il profilo dell’eco-sostenibilità. Seppure in un contesto in cui aumentano players sempre più grandi, anche le realtà storicamente legate a un’impronta più artigianale potranno avere chance per confermarsi se saranno in grado di esprimere una visione moderna di impresa sensibile ad intercettare i nuovi trend del mercato senza rinunciare alla propria impronta originale”.

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