“L’anno chiuderà in negativo. Raccontare il prodotto è la nuova sfida”, gli auguri dei Conciatori fotogallery

Il debutto di don Donato: "In parrocchia ci sono tante cose da fare"

“L’anno in corso chiuderà in negativo”. Sono molte le cause che elenca Roberto Lupi raccontando un anno difficile, ma, con la determinazione e la voglia di cambiare le cose che sono tipiche di una generazioni di conciatori che del lavoro ha fatto la sua ragione di vita. Costruendo, un mattone alla volta, un Distretto famoso in tutto il mondo. Con quella stessa “mano”, nonostante Lupi sia la terza generazione in Bcn concerie.

Alla tradizionale cena degli auguri di Natale, organizzata al Museo della Conceria insieme al Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, ieri 10 dicembre ha parlato in qualità di vicepresidente anziano dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno, orfana di presidente dopo le recenti dimissioni di Alessandro Francioni. A lui la sala ha riservato un applauso, perché “ha portato avanti per anni le nostre convinzioni e i progetti”.

Incertezza politica, guerra di dazi, campagna diffusa contro l’utilizzo di pelle e il veganesimo sono alcune delle circostanze che Lupi mette come cause del trend preoccupante. “Ma gli animali non vengono uccisi per la pelle – precisa -. Come Unic, abbiamo una campagna per informare le persone sul nostro prodotto: le cose in pelle sono ancora un prodotto desiderato e il Distretto vanta una grande qualità”. Ne sono un esempio l’economia circolare e la depurazione delle acque. “Siamo convinti che la pelle abbia ancora un futuro in Toscana”.

E la Toscana lo sa bene: il consiglio regionale era rappresentato in ogni modo possibile. A partire dell’Europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi. Oltre al presidente del consiglio regionale (candidato del Pd a governatore) Eugenio Giani, poi, c’erano i consiglieri del Pd eletti in provincia di Pisa Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni e quello dell’Empolese Enrico Sostegni. Oltre a tutti e 6 i sindaci del Distretto (Giulia Deidda di Santa Croce sull’Arno, Simone Giglioli di San Miniato, Gabriele Toti di Castelfranco di Sotto, Ilaria Parrella di Santa Maria a Monte, Giovanni Capecchi di Montopoli Valdarno e Alessio Spinelli di Fucecchio) e a gran parte delle loro giunte.

C’era anche, accompagnato dal vescovo don Andrea Migliavacca e alla prima uscita ufficiale dopo l’insediamento, don Donato Agostinelli, nuovo parroco di Santa Croce sull’Arno e con un passato da operaio conciario. “So quanto sia dura lavorare in conceria” ha ricordato prima di avvisare: “In parrocchia ci sono molte cose da fare e ci sono arrivato in un anno di magra”.

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