“Attacchi e dichiarazioni infondate: sull’Home restaurant si sono già espresse autorità”

Campolo: "Le dichiarazioni saranno oggetto di un esposto"

“Come chiaramente espresso dall’autorità garante della concorrenza e dei mercati già nel 2017 in occasione della bocciatura dei progetti di legge sull’Home restaurant, non si può parlare di Home restaurant come attività di concorrenza sleale per la ristorazione classica”. Lo spiega Gaetano Campolo, Ceo di Home Restaurant Hotel e amministratore Gc Management dopo aver letto l’intenzione di ricorrere del comune di Montopoli Valdarno.

“Apprendiamo da IlCuoioinDiretta.it le ultime dichiarazioni dell‘amministrazione comunale di Montopoli. In particolare, l’assessore alle attività produttive Valerio Martinelli in concerto con il sindaco Giovanni Capecchi, ha rilasciato diverse affermazioni che, oltre a costituire falso per le ragioni che seguono, saranno oggetto di un nostro esposto presso l’autorità giudiziaria competente”.

Il legislatore nel 2017, spiega Campolo, “ha provato a introdurre prescrizioni all’attività di Home restaurant come quelle che il Comune di Montopoli si auspica vengano adottate grazie al suo appello. L’Agcom ha chiaramente affermato che ‘L’insieme dei vincoli e delle limitazioni all’attività di home restaurant … si pone, dunque, fuori dal quadro tracciato dai principi europei della concorrenza e dal citato documento della Commissione sulla sharing economy’. Inoltre sempre la stessa Autorità afferma che si ‘auspica che, al fine di superare i profili discriminatori e restrittivi (subiti dal comparto Home restaurant) i rilievi sopra svolti siano tenuti in adeguata considerazione in occasione del prosieguo dell’iter legislativo sul Ddl in questione nonché in occasione dell’emanazione del Decreto ministeriale che dovrà definire le modalità di controllo dell’attività degli operatori’.

Il Ministero dell’Interno,inoltre, con Parere dell’1 febbraio 2019, recependo gli indirizzi e le sollecitazioni dell’Unione Europea e in linea con quanto precedentemente affermato dalla Acgm, ha altresì escluso che l’Home restaurant possa essere ricondotto alla Ristorazione classica, con conseguenze importanti per la disciplina dell’attività. Il Ministero difatti afferma che l’attività di Home Restaurant debba presentare caratteristiche ben individuate: lo svolgimento dell’attività in un ambiente non adibito ad esercizio pubblico, rivolgersi dell’attività a un tipo particolare di pubblico ‘distinto’ ossia che arriva all’Home restaurant solo su prenotazione, l’occasionalità dell’attività, il che in mancanza di disposizioni precise di legge deve tradursi nel dato di 3 aperture settimanali.

Sussistendo questi presupposti, l’Home restaurant è un’attività che non soggiace alla normativa prevista per la ristorazione classica, presentando caratteristiche proprie e distinte. In ogni caso questo non esclude che gli Home restaurant, costituendo punti di interesse rilevanti sul territorio, siano soggetti a controllo dell’autorità di pubblica sicurezza e non siano ‘attività sommersa’ in quanto devono essere segnalati opportunamente alla pubblica sicurezza con specifica dichiarazione ex articolo 16 del Tulps. Esattamente quello che Home Restaurant Hotel provvede a fare con tutti i suoi Homers iscritti.

“Grazie alla tutela riconosciuta a ciascuno dall’articolo 41 della Costituzione – quindi e consclude -, se un’attività economica non è ancora coperta da una fonte avente rango di legge ordinaria, questa situazione di vuoto normativo non si traduce automaticamente in un divieto di poter avviare tale attività. Ci sorprendiamo sempre di più di come le istituzioni perseverino in attacchi e rilascino dichiarazioni infondate toccando profili dell’attività di Home restaurant su cui si sono già espresse chiaramente Autorità come appena quelle citate”.

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