Lavoro, la domanda aumenta solo a Santa Croce sull’Arno. Laureati sono i meno richiesti

Un posto su tre sarà occupato a fatica, in conceria si assumono più uomini

Nelle aree di competenza dei Centri per l’Impiego della provincia di Pisa, un aumento della domanda di lavoratori si rileva solo a Santa Croce sull’Arno, che nei primi tre mesi del 2020 passerà da 1.870 assunzioni di inizio 2019 alle 2.060 di inizio 2020. Lo dice l’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal e relativi ai primi tre mesi del 2020 su un campione di 1.526 aziende in diverse tornate di indagine mensili. Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il trimestre.

Sono 7.700 le assunzioni previste dalle imprese con dipendenti che operano in provincia di Pisa nei primi tre mesi del 2020. Con, in percentuale, una leggera flessione (-1%) rispetto al medesimo periodo del 2019 quando gli ingressi furono 7.780. Ad assumere saranno il 21,5% delle imprese con dipendenti della provincia di Pisa, una quota tutto sommato in linea con la media nazionale (22,2%). I dati dell’indagine segnalano la riduzione delle quote di assuzioni per le quali le aziende preferiscono personale under 30 che passano dal 27% del primio trimestre 2019 al 26% del primo 2020.

L’altra area industriale, Pontedera, passa invece da 2.230 a 2.190 ingressi, mentre Pisa, il territorio che assorbe la quota maggiore di manodopera, scende da 3.220 a 3.110 assunzioni. Nell’area di Volterra vi sono 340 contratti offerti contro i 360 di inizio 2019. Problemi a trovare personale più alti rispetto alla media si registrano a Pontedera (37%) mentre il livello più contenuto si registra a Volterra dove appena il 25% dei posti è ritenuto difficile da coprire.

La quota di assunzioni per le quali le imprese prediligono una figura femminile nei primi tre mesi del 2020 tocca il 22%. Resta una quota elevata di posti, uno su tre, che le imprese pisane dichiarano di fare fatica a trovare: nonostante il rallentamento della domanda di lavoro, resta un gap tra domanda e offerta.

Le dieci professioni più ricercate rappresentano il 28% della domanda di lavoro, indice di un mercato variegato. I più ricercati, 460 assunzioni, sono gli addetti ai servizi di pulizia: il 47% sarà offerto a donne e per il 60% a persone con più di 29 anni, appena il 10% dei posti sarà difficile da occupare. Poi, con 260 ingressi, i camerieri di bar: questa professione vede una difficoltà di reperimento molto bassa (appena l’1%), una netta prevalenza uomini (il 68%) e una forte domanda di over 29 (il 68%). Poi gli addetti all’amministrazione (230 persone) per i quali la difficoltà di reperimento si ferma al 19%. Anche in questo caso si preferisce personale più maturo (il 62% oltre 29 anni) mentre la “quota rosa” delle assunzioni tocca il 52%.

Sono 220 i commessi di negozio che saranno assunti nei primi tre mesi del 2020: in questo caso si rileva una certa preferenza per giovani (46%) e per le donne (46%) mentre le difficoltà di reperimento si fermano al 7% degli ingressi. Sono 180 i camerieri di sala richiesti dalle imprese turistiche della provincia, nel 64% dei casi under 30. Il turismo mette in luce la difficoltà nel trovare la persona giusta per il ruolo disponibile: il 52% dei posti è difficile da coprire.

Centottanta assunzioni per i conciatori: nel 61% si preferisce una figura maschile, nel 49% dei casi un under 30. Le difficoltà di reperimento si limitano al 19%. Netta preferenza per un lavoratore uomo (l’89%) per quanto concerne le 170 assunzioni di conducenti di mezzi pesanti. Nel 65% delle posizioni si preferiscono gli over 29 e la difficoltà di reperimento dei camionisti risulta particolarmente elevata: il 63%. Buona la domanda di muratori (160): si tratta nella quasi totalità dei casi di uomini con una buona fetta (il 70%) di personale con più di 29 anni. La difficoltà di reperimento per questo mestiere si ferma al 12%. Le imprese pisane, nei primi tre mesi del 2020, assorbiranno anche 150 addetti alla contabilità. Nel 63% dei casi la preferenza sarà per personale over 29 mentre nel 39% sarà donna. La decima posizione, in termini di domanda, è occupata dal manifatturiero con le confezionatrici di capi di abbigliamento tutte di genere femminile e con esperienza: per l’87% dei posti disponibili è richiesto essere over 29. La difficoltà di reperimento è contenuta al 13% degli ingressi.

Le imprese pisane assorbono con preferenza diplomati: 2.720 unità. Poi quelli in possesso di qualifica professionale (2.030), quelli che hanno conseguito la scuola dell’obbligo (1.700) e i laureati (1.210 unità). Le quote più elevate di personale difficili da trovare si trovano tra i laureati: qui quasi un lavoratore su due per il quale è richiesta la laurea è difficile da trovare.

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