Confesercenti: “Non dobbiamo certo chiedere a Pieragnoli”

L'associazione difende la sua proposta per il centro storico. A Volterra "Già attuato con la condivisione di Confcommercio"

“Non spetta certamente a Confcommercio né tanto meno al signor Pieragnoli decidere le strategie sindacali di Confesercenti Toscana Nord. Legittima quindi la nostra scelta di lanciare una proposta per mettere alcuni paletti alle aperture di attività di ristorazione nel centro storico di San Miniato. Proposta che non ha certo come interlocutore Confcommercio”.

Per Confesercenti Toscana Nord, questa volta parla il suo responsabile area pisana Simone Romoli e, rispetto alla posizione di Confcommercio in merito all’ipotesi di un tetto alle nuove aperture di attività commerciali di ristorazione nel centro storico di San Miniato sottolinea: “Non dobbiamo certo chiedere la consulenza di Pieragnoli per individuare le priorità sindacali sul territorio, soprattutto quando provengono direttamente dai nostri imprenditori.

Anche il termine utilizzato di gaffe, nel suo stile sempre denigratorio, lo respingiamo al mittente visto che non spetta a lui definire una nostra proposta come inopportuna o goffa. Ovviamente sminuire è sempre più facile che entrare nel merito delle questioni e, magari, avere qualche idea alternativa. Confcommercio che dimostra inoltre di avere la memoria corta, visto che quanto da noi richiesto sotto forma di moratoria è stato già attuato a Volterra anche con la condivisione della stessa associazione che dirige Pieragnoli”.

“Il nostro neocostituito direttivo di San Miniato guidato dal presidente Vigliotti – precisa -, sta lavorando con grande voglia su alcuni temi che emergono dalle richieste degli imprenditori. Lo fa senza clamore ma in modo concreto e questo forse dà fastidio. Ed anche la proposta di uno stop alle nuove aperture fa parte di questo percorso. Proposta che ovviamente non vuole essere un diktat ma un punto di partenza per un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale. Questo, per noi, vuol dire essere associazione e soprattutto rappresentare nei fatti i propri soci e non con gli spot”.

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