L’anno d’oro di Credit Agricole, per Moody’s è Baa1

Il 2019 chiude con un utile netto di 846 milioni e 134mila nuovi clienti. Forte spinta del settore Bancassurance

Il 2019 è sicuramente un anno che si è chiuso in positivo per il gruppo Credit Agricole Italia, che manda in cantina il vecchio anno con numeri di assoluto rispetto rendendola una delle banche più solide della penisola se non la prima per alcune voci, che magari rimangono nascoste nelle pieghe del bilancio appena chiuso. Dati che dimostrano che il gruppo guidato dal Ceo Giampiero Maioli ha pienamente ammortizzato in termini di strategia l’intervento sulle casse acquisite a fine 2018, trasformandole in strumenti capcaci di potenziare e radicare il gruppo francese sui vari asset del sistema bancario dal credito al consumo, al credito alle famiglie fino ai nuovi investimenti nel settore assicurativo passando dal credito alle imprese con particolare riguardo a quelle del settore Agri-Agro.

Un po’ di numeri tanto per capire di cosa si parla. Al 31 dicembre 2019 Credit Agricole Italia aveva un utile netto a 341 milioni con una crescita pari al 15% rispetto all’anno precedente. I ricavi invece si sono fermati a un miliardo e 953 milioni che valgono una crescita del 1%. Sul fronte patrimoniale l’utile del gruppo si attesta a 6 miliardi e 400mila con un incremento anno su anno del 4%, anche l’imepgno del credito verso la clientela cresce dell’1% e si attesta a 46,7 miliardi. Come dato in qualche modo simmetrico rispetto a quest’ultimo Credit Agricole può vantare una raccolta diretta che vale poco meno di 40 miliardi con una crescita del 4% rispetto al ’18, dato questo accompagnato da un altro indicatore patrimoniale importante ovvero 38milairdi di raccolta gestita. Forse anche grazie al radicamento territoriale a cui ha contribuito l’acquisizione delle casse del piano Fellini e la San Miniato, la raccolta gestita è crescita dell’11% in numeri assoluti nel ’19 38 miliardi.

A far crescere la Banca c’è anche una forte spinta che arriva dal ramo bancassurance: che cresce del 25% ovvero la capacità di assicurare con le polizze danni che aumentano di 2 punti percentuali del tasso di penetrazione.

Per Moody’s è un Baa1 (banca stabile)
Sui Ratio di gruppo Credit Agricole Italia è riuscita a fare performance inattese sopratutto dopo le incorporazioni del piano Fellini e della San Miniato che potenzialmente portavano ‘in pancia’ al gruppo transalpino cospicue fette di credito deteriorate in parte da cartolarizzare e sofferenze. Dati che mettono al riparo Credit Agricole e chi ha avuto fiducia in questa banca da possibili sussulti del sistema bancari e dell’economia italiana.

Incidenza dei deteriorati netti è pari dal 3,5% e l’incidenza della sofferenza si limita all’1,3%, mentre il Total Capital Ratio è pari invece al 17,5%. Invece, l’indice che sicuramente dà un forte prestigio sui mercati e per le agenzie di rating, è la capacità di garanzia della banca, con un indice LCR che si attesta al 204%.

Sul fronte dei crediti deteriorati netti Credit agricole infatti si attesta al 3,5% contro il 3,8% dell’anno precedente. Mentre il delfault rate pari a 1% scende di 05 punti percentuali rispetto al 2018.

Sul mercato Credit Agricole nel corso dell’anno ha acquisito 134mila nuovi clienti, grazie al contributo del canale digitale, con 1 conto su 5 aperto online, e allo sviluppo della rete interna dei consulenti finanziari.

In termini occupazionali Credit Agricole in Italia significa 14mila operatori con una forte propensione del gruppo alla valorizzazione del ruolo femminile. Di questi lavoratori 1.4000 hanno scelto lo Smart Working. Le nuove assunzioni nel 2019 sono state 400 unità per lo più giovani su cui la banca ha deciso di investire.

Nel corso del 2019 sono state fatte anche importanti interventi di efficientamento operativo del ciclo produttivo che hanno permesso una riduzione del 3% dei costi anche grazie alle sinergie con le casse acquisite a fine 2018.

La soddisfazione del cliente si conferma la ragion d’essere del Gruppo: crescita dell’indice di raccomandazione clientela (IRC) su tutti i segmenti grazie all’ascolto a 360° dei bisogni del cliente e all’innovazione nel digitale.

Inaugurato un nuovo hub a Mestre, dopo quelli di Verona, Genova e Salerno, in una logica di attenzione al cliente e presidio territoriale, per offrire in un unico luogo tutti i servizi di Crédit Agricole Italia con figure specialistiche che operano in costante sinergia.

Lanciato CrowdForLife, il nuovo portale di crowdfunding, spazio di interazione per la valorizzazione delle idee oltre che strumento di sostegno concreto ai progetti promossi dai clienti.

Continua il percorso di crescita del Village di Crédit Agricole a Milano, primo di una serie di aperture sul territorio: coinvolge tutte le entità di Crédit Agricole in Italia e sostiene attualmente il business di 34 startup, con 18 partners e 36 abilitatori dell’innovazione.

Tra i vari settori di impegno la promozione di investimenti socialmente sostenibili e responsabili, nel rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance), supportando le aziende più virtuose in tema di tutela ambientale, rispetto delle persone e regole di condotta, con l’integrazione delle logiche ESG nelle policy del credito.

Oltre a progetti tradizionali di sostenibilità sociale a favore della disabilità e delle cure pediatriche, e di valorizzazione di beni artistici, il Gruppo sostiene l’Economia Circolare attraverso la riduzione degli sprechi ed il riutilizzo dei materiali, in collaborazione con Legambiente, e promuove la trasformazione energetica tramite iniziative volte a ridurre le emissioni di CO2.

Crédit Agricole Green Life a inizio 2019 ha ottenuto la certificazione Leed Platinum per l’efficientamento energetico e gli elevati standard ecologici degli immobili. (g.m.)

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