“Riduzione drastica delle persone in fabbrica” o la Fiom in Piaggio resta in sciopero

"Si distribuiscono le mascherine e i guanti ma non si è data nessuna informazione su come vanno usati"

“L’unica soluzione davvero utile per ridurre il rischio di contagio è la riduzione drastica delle persone in fabbrica, o in alternativa una vera e propria sospensione. Fino a quel punto scioperemo”. Tensione serpeggiante nelle linee di montaggio e sciopero da giorni in Piaggio, dopo la decisione di sfidare la pandemia in corso e portare avanti la produzione.

Da giovedì 12, infatti, la delegazione Fiom in azienda ed i membri della rsu hanno indetto la protesta, che viene confermata anche per domani 19 marzo e per venerdì 20 ed è stata interrotta solo venerdì quando la stessa azienda ha mandato gli operai a casa un giorno mettendosi in contatto con le rappresentanze sindacali provinciali per trovare un accordo. I lavori però vanno avanti.

“Siamo un’azienda da 2500 dipendenti, fra i quali 1600 sono operai che lavorano nelle linee di montaggio – spiega il delegato Fiom Massimo Cappellini –. L’organizzazione del lavoro nelle linee è legato necessariamente a vincoli molto stretti, sia in termini di quantità persone nello stesso ambiente, sia in termini di distanze fra gli operai. Fin dall’inizio di questa emergenza coronavirus abbiamo sempre puntato all’unica vera mossa da fare, ovvero diminuire la densità dei lavoratori in fabbrica. Ci siamo dovuti scontrare con una mentalità aziendale per cui il profitto veniva prima di ogni cosa”.

Sempre la scorsa settimana un dipendente dell’azienda della Vespa è risultato positivo al tampone per covid 19, con conseguente chiusura temporanea del suo reparto. Venerdì scorso la chiusura di un giorno per gestire la situazione. L’obiettivo di mantenere la produzione in attività però è andata avanti. Un accordo, in questi giorni, è stato raggiunto con le rappresentanze sindacali provinciali, con una riduzione di ore a parità di presenze in fabbrica. “Soluzioni non sufficienti – dice Cappellini – perché non toccano minimamente il punto della densità della popolazione degli operai in fabbrica, fondamentale quando si parla di contagio”.

Fra le misure previste la riduzione da 8 a 4 ore per il turno centrale e da 8 a 6 per gli altri turni, ricorrendo alla cassa integrazione ordinaria. “Dopo lo sciopero di giovedì scorso – continua il sindacalista – l’azienda si è adoperata per cercare di far apparire che tutto andava bene. Noi avevamo proposto di ridurre le persone nelle file e nei reparti, invece si è puntato a tenere le stesse persone in fabbrica ma per meno ore. Va in questa direzione un accordo con le segreterie provinciali dei sindacati, che si sono prese la responsabilità di firmare un accordo che ricade sulla condizione di tutti i lavoratori in Piaggio ma anche su tutta la cittadinanza. Come delegati Fiom, su questo accordo firmato all’Unione Industriale, non siamo stati minimamente contattati dal nostro segretario provinciale”.

“Si punta a tranquillizzare gli operai, da un punto di vista meramente psicologico – continua Cappellini –. Si distribuiscono le mascherine e i guanti ma non si è data nessuna informazione su come vanno usate e su quali possono essere i comportamenti adeguanti in tali condizioni”.

Lo sciopero, quindi, va avanti. “Il nostro obiettivo è semplicemente quello di fermare questo contagio e non ritrovarci nella situazione nella quale si stanno trovando molte regioni del nord – conclude –. Siamo molto preoccupati e facciamo tutto questo pensando anche a tutti quei medici e tutti quegli infermieri che sono in prima linea e stanno combattendo una guerra difficile. Anche per aiutare tutti loro, l’unica soluzione davvero utile per ridurre il contagio è quella della riduzione drastica delle persone in fabbrica. Se non una sospensione di 15 giorni o meno”.

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